Geografia ridotta al minimo negli istituti tecnici: l’allarme dell’AIIG sul Decreto Ministeriale 29/2026

L’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia denuncia la marginalizzazione della disciplina nei nuovi quadri orari degli istituti tecnici: solo un’ora settimanale nel primo anno e rischio di demansionamento per i docenti della classe A21.
Taglio orario e riforma: cosa prevede il Decreto Ministeriale 29/2026
La geografia negli istituti tecnici italiani è nuovamente al centro di un acceso dibattito. Con la pubblicazione del Decreto ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026, resa nota il 9 marzo dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, emerge un quadro preoccupante per la disciplina, soprattutto nel settore tecnologico-ambientale ed economico degli istituti tecnici.
Secondo l’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG), i nuovi quadri orari ignorano le istanze dei docenti e la relazione stilata dalla commissione ministeriale sulla geografia del 2022, così come le numerose proteste e osservazioni istituzionali in difesa della disciplina. Il risultato è una marginalizzazione senza precedenti della geografia, che rischia di diventare una “presenza fantasma” nella scuola secondaria italiana.
Un’ora settimanale di geografia: una presenza simbolica
Nel nuovo assetto del settore tecnologico-ambientale, la geografia compare solo con un’ora settimanale nel primo anno, come parte dell’area di istruzione generale.
L’AIIG evidenzia diverse criticità:
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Assenza di precedenti: nessun’altra disciplina del quinquennio è ridotta a un’ora settimanale.
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Demansionamento dei docenti: per completare una cattedra è necessario insegnare in diciotto classi prime, rendendo instabile la posizione professionale della classe di concorso A21.
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Incoerenza didattica: molti indirizzi tecnici, come trasporti e logistica o quelli economici, richiedono conoscenze geografiche per comprendere flussi commerciali, dinamiche territoriali e geopolitiche.
Gli obiettivi previsti dai PECuP per gli studenti includono la capacità di riconoscere le relazioni tra ambiente naturale e sistemi economici, interpretare fenomeni locali e globali e analizzare dati economici e territoriali. La riduzione dell’orario rende difficilissimo raggiungerli.
Situazione critica negli istituti tecnici del settore economico
Negli indirizzi economici la geografia era già stata ridotta dal riordino del 2010. Nel primo biennio rimanevano sei ore complessive, in parte ereditate dalla geografia economica del precedente indirizzo IGEA.
Con il nuovo decreto, le ore complessive scendono a quattro: tre di geografia economica e una di geografia, con una riduzione del 30%. Parallelamente scompare la geografia turistica nell’indirizzo turismo, uno dei pochi spazi in cui la geografia era insegnata stabilmente.
Implicazioni per la didattica e gli studenti
Nel primo anno dell’indirizzo AFM (Amministrazione, Finanza e Marketing) la geografia è ulteriormente frammentata in due insegnamenti distinti:
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geografia
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geografia economica
Entrambe con un’ora settimanale. Questa divisione, secondo l’AIIG, rende complesso costruire percorsi didattici coerenti, sviluppare competenze significative e valutare adeguatamente gli apprendimenti. Agli occhi di studenti e famiglie, due discipline dello stesso ambito con un’ora ciascuna risultano incomprensibili.
La classe di concorso A21 e le conseguenze professionali
La classe A21 – Geografia è tra le più fragili del sistema scolastico: non è presente nei licei e trova spazio quasi esclusivamente negli istituti tecnici e professionali. Ogni riduzione oraria impatta immediatamente sulla stabilità delle cattedre e aumenta il rischio di docenti soprannumerari o perdita di titolarità.
L’utilizzo degli spazi di autonomia delle scuole, pur consentendo qualche compensazione, non elimina l’instabilità e spesso non è sufficiente per assicurare percorsi didattici significativi. Nei collegi docenti, la scarsità di docenti di geografia rende inoltre difficile influire sulle decisioni curricolari.
Le proposte dell’AIIG per tutelare la geografia
L’AIIG ha già trasmesso a istituzioni e sindacati un documento dettagliato con le possibili ricadute della riforma, chiedendo di discutere la situazione della classe A21 e di adottare misure correttive, tra cui:
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assegnare stabilmente la geografia del biennio alla classe A21 ed eliminare l’atipicità
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attribuire alla A21 la disciplina Turismo e Territorio
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separare storia e geografia nei licei per consentire l’inserimento della geografia come materia autonoma
Secondo l’associazione, la pubblicazione dei quadri orari senza l’associazione alle classi di concorso è una scelta controversa e amplifica l’incertezza per docenti e scuole.
L’AIIG denuncia una marginalizzazione storica della geografia negli istituti tecnici italiani e lancia un appello a istituzioni, sindacati e ministero affinché vengano adottate soluzioni concrete per salvaguardare la disciplina, le cattedre dei docenti A21 e il diritto degli studenti a una formazione completa.
La questione resta aperta e rappresenta un banco di prova per la capacità del sistema scolastico italiano di garantire percorsi educativi coerenti con le esigenze professionali e territoriali del Paese.




