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Bianchi: “Dobbiamo avere percorsi universitari che permettono di diventare insegnante”

Lunedì 28 giugno 2021, la rete EducAzioni è tornata a sollevare l’attenzione sulla Scuola e sulle sue priorità urgenti e imprescindibili, anche alla luce delle risorse e possibilità aperte dal PNRR.

Il seminario online “Che cosa serve alla scuola? Cinque priorità imprescindibili” è stato il pretesto per aprire un dialogo attorno a cinque punti ritenuti fondamentali per la vita della scuola.

All’incontro erano presenti la sottosegretaria al MEF Maria Cecilia Guerra e il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

Quest’ultimo, durante la conversazione, ha tracciato quello che a suo parere è il percorso migliore da seguire per passare dalla formazione universitaria al lavoro di insegnante.

“Noi dobbiamo formare le persone. Abbiamo chiesto di intervenire alle Università su tutta la gamma offerta di formazione. Noi abbiamo pensato alla riforma del reclutamento, parola che non mi piace, ma che bisogna portare avanti l’idea di creare percorsi dall’università fino all’entrata dentro la scuola”.

Il primo intervento da eseguire è quello che interessa le Università: va adeguata l’offerta formativa, ripensata e disegnata nell’ottica del ruolo del docente nella scuola di oggi.

“Dobbiamo avere dei percorsi che permettono di diventare insegnante”

ha spiegato Bianchi, in disaccordo col fatto che oggi dopo la laurea c’è sempre una graduatoria ad attendere.

Dobbiamo ritrovare dei percorsi non facilitati, neanche certi, ma che permettano ad un ragazzo che si iscrive all’università, a italiano, a matematica, a violoncello, di poter scegliere un percorso per fare l’insegnante. Quello che umilia il mestiere d’insegnante è che intanto ti laurei, poi dopo guardiamo. Mi iscrivo a una graduatoria perché c’è sempre una graduatoria. No.”

Il tema “formazione” è presente anche nel Pnrr, con un riferimento specifico alla formazione dei docenti, del personale, dei dirigenti.

Noi – continua il Ministro – stiamo ragionando su una trasformazione profonda della scuola e questo richiede dirigenti non solo capaci ma sostenuti in questo sforzo di trasformazione. Su questo non c’è dubbio che dobbiamo mettere mano all’edilizia, ma prima viene il pensiero sulle modalità effettive

Poi Bianchi ha concluso ricordando che:

“Il Pnrr è solo uno strumento. Tutti dobbiamo avere le stesse opportunità. Dobbiamo trovare il senso della scuola, che non è un accessorio”.

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