Formazione obbligatoria, ore di servizio in più senza retribuzione? Polemiche per il piano dell’Azzolina

Formazione obbligatoria, ore di servizio in più senza retribuzione? Polemiche per il piano dell’Azzolina.
La ministra Azzolina ha presentato il piano di azione Scuola 2020. Un indirizzo reso noto in un momento di notevole frizione con i sindacati. Uno dei punti che hanno suscitato nuove polemiche è sicuramente quello della formazione.
La ministra ha dichiarato che il prossimo contratto nazionale dovrà definire il monte ore obbligatorio per la formazione. Dichiarazione che ha sollevato un vespaio. La titolare del Miur ha lasciato intendere che queste ore dovrebbero essere di formazione gratuita. Ovvero che le ore in più non sarebbero retribuite. Questo in contrasto con l’attuale normativa che prevede il pagamento di retribuzione straordinaria in caso di formazione obbligatoria.
Gilda, formazione obbligatoria va pagata
Duro il commento dei sindacati, in particolare della Gilda. “In nessun ordinamento giuridico è previsto che i lavoratori prestino servizio a titolo gratuito: il lavoro va retribuito sempre e in misura proporzionale all’impegno, sia chiaro alla ministra Azzolina.”. A dichiararlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti.
“Inserire nel contratto le ore spese dai docenti per la formazione comporterebbe un aumento dell’orario di lavoro che in alcun modo è accettabile sia svolto gratis. Considerato che le risorse attualmente disponibili per il rinnovo del contratto sono ben lontane dal soddisfare la legittima rivendicazione di un dignitoso aumento di stipendio, – incalza Di Meglio – saremmo curiosi di sapere come la ministra intenderebbe retribuire le ore di formazione che rappresentano lavoro aggiuntivo per gli insegnanti. Sarebbe preferibile, invece, inserire nel contratto periodi sabbatici per consentire l’aggiornamento degli insegnanti, analogamente a quanto avviene per i professori universitari”.
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