Coronavirus cresce la paura: primi divieti, un conservatorio nega le lezioni a studenti Orientali

Coronavirus cresce la paura: vietate le lezioni a studenti Orientali
“Care Colleghe e cari Colleghi, a causa delle ben note vicende legate all’epidemia cinese, sono sospese le lezioni degli studenti orientali (cinesi, coreani, giapponesi ecc.), nonché di altri che provenissero dai Paesi interessati. Mercoledì 5 febbraio alle ore 14 il medico del Conservatorio provvederà a visitarli tutti. Solo quelli che passeranno la visita potranno essere riammessi alla frequenza.
Nel frattempo l’assenza sarà considerata assenza per malattia. Siete pregati di avvisarli tutti, di convocarli per il 5 febbraio alle ore 14, e di ricordargli di portare il libretto. Cordiali saluti”.
Il direttore del Conservatorio di santa Cecilia lo ha messo nero su bianco. La sindrome da Coronavirus entra ufficialmente anche nelle aule.
Il controllo, leggendo la mail, sembrerebbe esteso a tutti i cittadini orientali senza discriminazione . Senza differenza se siano o meno stati a contatto con cittadini provenienti dalla Cina o essi stessi di ritorno dal paese asiatico.
Ma il direttore di santa Cecilia non è il solo. Ecco la comunicazione data dal conservatorio di Como. “Gentili studenti, per ragioni di profilassi, tutti gli studenti di ritorno da viaggi in Cina sono pregati dall’astenersi di frequentare l’Istituto per i 14 giorni successivi alla data di rientro”.
Un caso simile è avvenuto all’Università di Pavia, dovo uno studente arrivato da una città vicino a Wuhan per due settimane dovrà restare a casa anziché frequentare i corsi.
Il timore è che la sindrome da Coronavirus si espanda. Che anche qualche dirigente scolastico il cui istituto vede una presenza, più o meno forte, di cittadini asiatici possa decidere una sorta di quarantena preventiva. Anzi, pare che qualcuno ci stia già pensando.
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