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Sicurezza nelle scuole, nuova direttiva Valditara-Piantedosi: controlli mirati e prevenzione contro violenza e illegalità

Rafforzare la sicurezza negli istituti scolastici come condizione essenziale per la libertà educativa. È questo il principio alla base della nuova direttiva congiunta firmata dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, diffusa a fine gennaio 2026, che introduce misure mirate per contrastare fenomeni di illegalità dentro e nei pressi delle scuole.

Sicurezza scolastica e disagio sociale: il contesto della direttiva

Il documento nasce in risposta a un crescente disagio sociale che si riflette anche nel mondo della scuola: episodi di violenza, bullismo reiterato, spaccio di sostanze stupefacenti e rinvenimento di armi o oggetti atti ad offendere. Situazioni che, secondo i due ministeri, richiedono un’azione istituzionale coordinata capace di coniugare prevenzione, controllo e tutela della comunità scolastica.

L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato garantire l’incolumità di studenti, docenti e personale scolastico, dall’altro rafforzare la capacità preventiva dello Stato attraverso strumenti flessibili e proporzionati al livello di rischio.

Il ruolo di prefetti e dirigenti scolastici

Un passaggio centrale della direttiva riguarda il coinvolgimento diretto dei Prefetti e dei dirigenti scolastici. I Prefetti, in collaborazione con gli Uffici scolastici regionali, sono chiamati a convocare specifiche riunioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, dedicate esclusivamente al tema della sicurezza nelle scuole.

Questi tavoli di confronto serviranno ad analizzare le singole situazioni territoriali e a definire strategie di vigilanza e controllo. È previsto anche il coinvolgimento dei servizi sanitari e sociali, in un’ottica di intervento integrato che tenga conto delle fragilità educative e sociali.

Controlli mirati e metal detector: cosa prevede la direttiva

Il punto più delicato e discusso del provvedimento riguarda i controlli di sicurezza. La direttiva chiarisce che tali misure dovranno essere adottate con prudenza ed equilibrio e solo negli istituti che presentino specifici profili di criticità, come episodi documentati di violenza, spaccio o bullismo grave.

In questi casi, le scuole potranno essere temporaneamente inserite nei Piani di controllo coordinato del territorio. Nelle situazioni considerate più a rischio, e solo su richiesta del dirigente scolastico e previo accordo con la Questura, potrà essere disposto l’utilizzo di metal detector manuali agli ingressi per prevenire l’introduzione di armi.

La direttiva sottolinea che i controlli dovranno essere effettuati esclusivamente da operatori delle forze di polizia, escludendo qualsiasi coinvolgimento diretto del personale scolastico.

Monitoraggio e valutazione delle misure

Per garantire l’efficacia del provvedimento, è previsto un sistema strutturato di monitoraggio. I Prefetti dovranno trasmettere periodicamente al Ministero dell’Interno e al Gabinetto del ministro informazioni sulle iniziative adottate e sui risultati ottenuti.

L’auspicio espresso nella direttiva è che questo approccio condiviso possa rafforzare il ruolo della scuola come luogo di formazione, inclusione e crescita, assicurando al contempo un ambiente sicuro per studenti e lavoratori.

Avv. Giuseppe Versace – Foro di Bologna

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