
Si va verso il via libera delle Regioni al prossimo Dpcm che il governo Draghi dovrebbe emanare nei prossimi giorni. Il nuovo Dpcm potrebbe essere pronto tra lunedì e martedì e non si escludono altre riunioni.
Le scuole potrebbero essere le grandi sacrificate del primo Dpcm firmato dal Premier Draghi
Non ovunque, sia chiaro. Verrebbero chiuse nelle zone rosse e nei luoghi dove ci sono soglie alte di contagio, a prescindere dai colori.
Le nuove misure risentiranno ovviamente delle valutazioni del Comitato Tecnico Scientifico, che a stretto giro trasmetterà un verbale al Governo.
Nelle nuove disposizioni passo indietro sulle lezioni in presenza in diversi territori.
Così come già fatto capire dall’Istituto Superiore di Sanità e invocato da diversi governatori regionali alcuni dei quali hanno già provveduto con ordinanze regionali.
L’ipotesi prevalente è di prevedere la Dad in tutte le scuole nelle zone rosse regionali o in quelle locali, ma anche laddove si registri il superamento di una determinata soglia di incidenza, a prescindere dal colore.
Nelle zone gialle e arancioni, l’attività didattica per i servizi educativi per l’infanzia, per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione, continuerà a svolgersi integralmente in presenza.
Resta fermo l’uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie
salvo che per i bambini di età inferiore ai 6 anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’utilizzo della mascherina.
In zona rossa, al di là dello svolgimento in presenza della scuola dell’infanzia, della scuola primaria, dei servizi educativi per l’infanzia e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado,
dalla seconda media le lezioni si svolgeranno esclusivamente con modalità a distanza le attività scolastiche e didattiche.



