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Trenta anni fa la strage del Salvemini, quando un aereo militare si schiantò sulla scuola

Alle 10.33 del 6 dicembre morirono dodici studenti, con 88 feriti.

Un anniversario doloroso che porta alla memoria un fatto gravissimo. Sono trascorsi trent’anni da quando un aereo militare in avaria e senza controllo si schiantò contro l’Istituto tecnico Salvemini a Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna. Erano le 10.33 del 6 dicembre 1990 e nell’aula II A c’erano la professoressa e 16 studenti di quindici anni. Dodici rimasero uccisi: Deborah Alutto, Laura Armaroli, Sara Baroncini, Laura Corazza, Tiziana De Leo, Antonella Ferrari, Alessandra Gennari, Dario Lucchini, Elisabetta Patrizi, Elena Righetti, Carmen Schirinzi, Alessandra Venturi.

IL GRAVE BILANCIO: 88 FERITI e 12 MORTI

Il bilancio di quella terribile mattina fu, oltre ai morti, di 88 feriti, 82 ragazzi e 6 adulti, alcuni in modo molto grave. A 72 di loro verrà riconosciuta un’invalidità civile dal 5 all’85%. Il jet, un Macchi Mb326 dell’Aeronautica, era partito per un’esercitazione da Villafranca (Verona): lo pilotava il sottotenente Bruno Viviani, che tentò invano l’atterraggio di emergenza all’aeroporto di Bologna e riuscì a salvarsi, riportando qualche lesione, lanciandosi con il seggiolino eiettabile. L’aereo centrò in pieno il primo dei due piani della succursale del Salvemini provocando una voragine di diversi metri di diametro. L’Istituto era frequentato da circa 200 ragazzi dai 14 ai 18 anni. Cento di loro più i professori rimasero bloccati dalle fiamme al piano più alto e liberati dai Vigili del Fuoco e dai soccorsi arrivati subito, circa sette minuti dopo lo schianto.

LA MEMORIA

La scuola, rimasta a lungo sotto sequestro, nel 2001, diventò Casa della solidarietà, intitolata ad Alexander Dubcek, sede autogestita per una trentina di associazioni, dall’Anpi alla Pubblica assistenza, dall’Ant alla Protezione civile. Intatta l’aula squarciata, dove ogni anno viene deposto un fiore bianco.    Il sito www.salvemini6dicembre1990.it  raccoglie i materiali come i telegrammi inviati al Comune subito dopo la strage, la rassegna stampa dal 6 all’11 dicembre 1990, i temi dei ragazzi della 2A svolti pochi giorni prima di quella mattina. E ancora il videoracconto “30 anni per sempre. Quell’istante che ha cambiato il destino di un’intera comunita’”, con i primi testimoni del giorno della strage, realizzato da un’idea dei sindacati scuola di CGIL, CISL e UIL in collaborazione con il Comune di Casalecchio di Reno e Assemblea Legislativa Regione Emilia-Romagna.

IL SINDACO DI CASALECCHIO DI RENO: “UNA FERITA ANCORA APERTA”

Il ricordo del sindaco di Casalecchio di Reno “E’ una ferita ancora aperta nel cuore della comunità che si è stretta attorno ai familiari delle 12 vittime basando il suo operato intorno a parole chiave: memoria, impegno e solidarietà”: cosi’ il sindaco di Casalecchio di Reno, Massimo Bosso, nella cerimonia via web per ricordare, nel 30esimo anniversario, le vittime del Salvemini. Dopo una serie di passaggi giudiziari, la corte di Cassazione assolse i tre imputati – il pilota dell’aereo e due superiori – da ogni accusa con la formula “il fatto non costituisce reato”. “Una sentenza molto difficile da accettare ma rispetto alla quale la comunità ha saputo manifestare il proprio dissenso – ha detto il sindaco di Casalecchio – nel rispetto dei valori democratici”. Quello del Salvemini “non è stato un incidente sfortunato ma fu causato da errori umani e dall’assenza di norme che potevano impedirlo”, la conclusione di Bosso. – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/media/accadde-oggi-30-anni-fa-la-strage-del-Salvemini-quando-un-jet-si-schianto-sulla-scuola-aa4c33bd-1522-4628-b9a5-01c860a8f459.html

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