Il piano per la Scuola di Zingaretti: 20 miliardi all’anno in più per l’Istruzione. Più prof e scuole migliori

Il piano per la Scuola di Zingaretti: 20 miliardi all’anno in più per l’Istruzione. Più prof e scuole migliori
In un post pubblicato su Facebook, il segretario del partito democratico Nicola Zingaretti propone il suo piano per la scuola: “Ripartire dalla scuola è indispensabile per lo sviluppo di un Paese, per non lasciare indietro nessuno, per rafforzare talenti, creatività e ambizioni. Per avere cittadini più consapevoli e istituzioni più forti. L’istruzione è fondamentale per la democrazia. Nel nostro piano per l’industria, è uno dei pilastri della proposta del Pd: portare l’investimento sull’istruzione dal 3,6% al 5% del PIL nei prossimi 4 anni”.
Zingaretti, poi, dettaglia come si dovrebbe intervenire con i fondi stanziati.
– accompagnare scuole ed Enti Locali con poche, ma chiare regole per suddividere responsabilità e garantire la sicurezza
– un’alleanza forte fra Scuola e Territorio (Enti locali, Agenzie culturali, Terzo settore, etc.) capace di valorizzare le risorse umane, educative e culturali presenti nelle diverse realtà locali
– un ingente investimento sul personale scolastico: organico aggiuntivo di docenti e personale amministrativo
– la predisposizione di contesti di apprendimento secondo le diverse fasce di età con l’individuazione di spazi nuovi: teatri, musei, luoghi adeguati dove creare veri ed organici progetti di apprendimento. Dove è possibile si proceda con la costruzione rapida di tensostrutture che poi, ad emergenza finita, potranno essere utilizzate come palestre di cui molte scuole sono attualmente prive.
– garantire il mantenimento del numero di dirigenze scolastiche e dsga derogando alle regole sul dimensionamento, soprattutto per le aree interne ed i comuni montani.
Sul finire, Zingaretti richiama la necessità di trovare spazi alterantivi alle aule per le elezioni di settembre. “Inoltre ribadiamo la nostra richiesta al Governo di individuare, insieme ai sindaci e ai prefetti, altri luoghi, diversi dalle scuole, dove poter svolgere le consultazioni elettorali, per limitare il più possibile altri eventuali disagi“.
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