Cronaca

Ascani ottimista: “Problemi di spazio solo nei grandi centri”. Ma le classi pollaio sono in aumento

Ascani ottimista: “Problemi di spazio solo nei grandi centri”. Ma le classi pollaio sono in aumento.

Ormai ci siamo: con l’indicazione delle linee guida, giovedì al massimo, la riapertura si avvicina sempre più. Al ministero professano ottimismo, anche su questioni delicate quali quella del distanziamento. Un problema che appare di difficile soluzione, ma che per i tecnici è molto meno complesso di quanto appaia. A questo proposito, il ministero dell’Istruzione ha realizzato una ricognizione generale degli spazi disponibili. Sarebbe, così emerso che i problemi maggiori riguardano gli istituti di secondo grado, in particolare dei grandi centri.

Spiega la viceministra all’Istruzione Anna Ascani Ascani “Abbiamo fatto un quadro delle criticità per quanto riguarda il mantenimento della distanza di sicurezza all’interno delle aule: non siamo messi male, però ci sono delle criticità, soprattutto nelle scuole superiori dei centri un po’ più grandi. Lì abbiamo chiesto alle Province di fare una ricognizione degli spazi per individuare scuole che magari sono state chiuse nel tempo o per individuare altri spazi adattabili alla didattica”.

Entro la fine di giugno dovrebbero arrivare, a Comuni e Province, anche le risorse per mettere mano all’edilizia leggera. La previsione della viceministra Ascani, tuttavia, potrebbe rivelarsi davvero troppo ottimistica. Numeri di alunni uguali o superiori a 24-25 per classe sono la prassi anche nel primo ciclo e alle medie: con classi che hanno metrature decisamente basse, anche in questi casi sarà inevitabile procedere a divisioni e collocazioni in spazi aggiuntivi. A meno che non si voglia dimezzare il tempo scuola.

Ma cosa potrebbe accadere laddove tornassero alti i livelli di contagio? “Se venissero istituite nuove ‘zone rosse’, le scuole sarebbero pronte”, ha assicurato sempre la viceministra dem.

“Faremo diversi scenari: naturalmente ci auguriamo che questo non accada, ma ci faremo trovare pronti se amministratori o il Governo dovessero individuare nuove zone di chiusura. Sapremo essere all’altezza questa volta per una didattica che ha bisogno di essere seguita passo dopo passo”.

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