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Italia divisa in tre macroaree per la ripartenza di maggio. Ma Ricciardi avverte: Certa un’ondata autunnale

Italia divisa in tre macroaree per la ripartenza di maggio. Ma Ricciardi avverte: Certa un’ondata autunnale

Tre macroaree in cui suddividere l’Italia per dare il via a riaperture differenziate. La seconda fase dell’emergenza coronavirus si contraddistinguerebbe da un territorio a più velocità. Un periodo di prova a cui dopo 15 giorni, farebbe seguito un monitoraggio sanitario per verificare la tenuta del contenimento.  E’ questa l’ipotesi a cui stanno lavorando gli esperti  per giungere alla fine del lockdown.

L’Italia sarebbe quindi suddivisa, in base alla diffusione del contagio, in 3 macroaree: Nord, Centro e Sud. All’interno di queste saranno fatte ulteriori suddivisioni, sempre in base alla contaminazione, tra zone a maggiore e minore diffusione del virus. Questo permetterebbe aperture più ampie nelle zone meno colpite dal Covid-19, e al contrario misure più stringenti, soprattutto per la mobilità tra una zona e l’altra, e sia all’interno delle stesse macroaree, per le aree che invece hanno registrato più casi.

Quindi nella macroarea Nord, per fare un esempio, si potrebbero mantenere ancora alcune chiusure per Piemonte, Lombardia e Veneto, dove la diffusione del Coronavirus è stata maggiore, mentre possibili riaperture sarebbero immaginabili per regioni come Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia.

In ogni caso non si può immaginare una fine dell’epidemia a brevissimo.  Walter Ricciardi,  consulente del ministro della Salute. intervistato dal giornale ilcaffeonline.it è categorico: “Una seconda ondata di epidemia in autunno, più che un’ipotesi è una certezza. Fino a quando non avremo un vaccino ci saranno nuove ondate. O, speriamo, tanti piccoli focolai epidemici che andranno contenuti. Per questo è molto importante non accelerare le riaperture: in caso contrario la seconda ondata invece di averla più avanti rischiamo di subirla prima dell’estate”.

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