Gite scolastiche all’estero, allarme Coronavirus. La Ds: chi ha il raffreddore resta a casa
Gite scolastiche all’estero, allarme Coronavirus. La Ds: chi ha il raffreddore resta a casa
Il Coronavirus, per il momento, non è un’emergenza sanitaria. Ma continua a crescere la tensione sui pericoli epidemici. Così sale la tensione anche nelle scuole: i presidi stanno valutando se fermare le gite scolastiche all’estero. A preoccupare i dirigenti, però, non è il pericolo di contagio, ma i gravi disagi che gli studenti si troverebbero negli aeroporti. Per il momento il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il commissario straordinario, Angelo Borrelli, stanno ancora valutando la situazione. La preoccupazione degli insegnanti è che gli alunni possano presentare sintomi febbrili agli scali di partenza o arrivo.
A rimanere in bilico sono migliaia di studente delle scuole secondarie superiori e inferiori. Il picco delle partenze scolastiche è segnalato tra la fine di marzo e gli inizi di maggio, ma gli acconti sono da versare in questo periodo.
Le famiglie intendono avere un quadro chiaro della situazione prima di perdere denaro a causa dell’annullamento della gita. Dunque spetterà ai presidi in collaborazione con il ministro della Salute e il commissario per l’emergenza stabilire il “da farsi”.
Tiziana Sallusti, la dirigente scolastico del liceo Mamiani di Roma, invece, ha deciso: “Con un raffreddore non si parte. Non blocchiamo le gite ma non possiamo neanche rischiare che qualcuno abbia la febbre all’estero. Quindi chi sta male resta a casa“.
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