“Nella mia scuola abbiamo sempre avuto tanti ragazzi rom. Non è sempre facile ma…”

4  min di lettura

Nella mia scuola abbiamo sempre avuto tanti ragazzi rom.
In tutto gli studenti sono circa 140, e i rom sono sempre almeno 10, a volte anche 15.
Lo ammetto: non è sempre facile, con alcuni. Fanno parecchie assenze, in classe sembra ci stiano malvolentieri. Fanno un po’ di casino, non portano i libri. Studiare, poi, non è tra le loro priorità.
So di colleghi a cui non piace tanto, questa cosa.

Però, ecco, ne so un’altra.

So che qualche settimana fa una ragazza è venuta da me tutta timida e mi ha portato la trama del romanzo che vuole scrivere.
So che un ragazzo l’altro giorno mi ha chiesto di stare fuori con lui dall’aula video mentre i compagni guardavano un film, e tutto per imparare bene l’ortografia.
Voleva capire come si mettono gli accenti.
Stavo per fargli un monumento.

So che l’anno scorso due di loro, due cugini, sono venuti con me in giro a cantare con il gruppo musicale della scuola, e la gente è impazzita per loro.
So che quando vai a trovarli ti fanno entrare in casa, ti offrono cibo e bevande e se ti trattieni un po’ di più ti può arrivare qualche proposta di matrimonio.
So che uno di loro mi scrive regolarmente e mi vuole bene come a un fratello maggiore e l’anno scorso quando siamo stati a mangiare la pizza è stato mezzora a consolare e consigliare una ragazza che si era appena lasciata col fidanzato.

So, soprattutto, che quando sono in cortile e giocano, loro non vedono rom e non rom. Loro vedono solo ragazzi.

L’odio, il razzismo, la xenofobia, si combattono solo in un modo: imparando dai bambini come si fa.

Enrico Galiano

I commenti sono chiusi.