Impronte ai presidi, Bussetti si giustifica: “Servono solo ad accertare che siano presenti a scuola”

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Impronte ai presidi, Bussetti si giustifica. Le impronte richieste dal decreto Concretezza e, in linea con il ministro della PA Giulia Biongiorno. Assicura che si tratta “solo di una questione di trasparenza per verificare la presenza e non per misurare l’orario di lavoro, che non e’ previsto per i dirigenti”.

Quanto al fatto che i controlli non siano previsti per i docenti, fa notare che “l’insegnante la sua presenza l’attesta con la firma sul registro”. E si dice convinto che le critiche risulteranno infondate “nel momento in cui la questione sara’ regolamentata dal decreto”. Ma, nonostante le rassicurazioni, i sindacati e parte della politica rimangono fermamente contrari a questi controlli.

FLC-CGIL

La Flc Cgil da giorni chiede “la totale esclusione dall’obbligo di verifica biometrica dell’identita’ di tutto il personale appartenente alla comunita’ educante: docenti, personale ATA e dirigenti scolastici” e con gli altri sindacati del mondo della scuola sta organizzando un flash mob davanti al Senato quando il provvedimento verra’ approvato.

Non solo: i sindacati della scuola hanno raccolto oltre 200 mila firme di presidi che si dicono contrari al provvedimento e vogliono consegnare firme e email al ministro della PA Giulia Bongiorno.

CISL SCUOLA

“Vogliamo dare alla Bongiorno una risposta provocatoria – spiega la leader della Cisl scuola, Maddalena Gissi – stiamo impacchettando le impronte per darle al ministro”. E’ anche partito un tam tam via twitter per contestare il provvedimento che riguarda anche il personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario) che con l’approvazione del testo resterebbe sottoposto agli stessi controlli previsti per il resto della PA. Inizialmente era stato ipotizzato anche il controllo biometrico anche per i docenti, ma un emendamento lo ha eliminato.

UIL SCUOLA

Fermamente contrario anche Pino Turi, segretario della Uil scuola, che parla di misure “inapplicabili nelle scuole, e che la SCUOLA non merita”. Contrario e’ anche Luigi Gallo Presidente della Commissione Cultura del Movimento 5 Stelle della Camera dei deputati: “La ministra Bongiorno – scandisce – ha la testa dura a mantenere uno strumento inutile e costoso”.

LA REPLICA DI ANNA ASCANI (PD)

Replica la vicepresidente del Pd e capogruppo dem in commissione Cultura, Anna Ascani: “Se il Movimento 5 stelle, come dice Gallo, e’ contrario ai controlli con le impronte digitali sui presidi, perche’ alla Camera non ha votato, compatto, contro? I controlli sui dirigenti scolastici sono nel Decreto Concretezza grazie al voto decisivo dei M5S”.

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