Fondi PNRR alla scuola, il PSI Sardegna lancia l’allarme: “Non usare il sistema scolastico come leva di pressione”

La Federazione Regionale Sardegna del Partito Socialista Italiano (PSI) esprime forte preoccupazione per le notizie, diffuse dagli organi di stampa, relative a un imminente decreto del Governo nazionale che potrebbe escludere la Sardegna dai fondi PNRR destinati al personale scolastico.
Una decisione che, se confermata, avrebbe effetti rilevanti sull’intero sistema dell’istruzione regionale, incidendo direttamente sulla qualità dei servizi offerti alle studentesse e agli studenti delle scuole sarde.
Meno risorse al personale, meno qualità nell’offerta formativa
Secondo il PSI Sardegna, la riduzione o l’azzeramento dei fondi PNRR per il personale scolastico si tradurrebbe inevitabilmente in un indebolimento dell’offerta formativa, con ripercussioni sull’organizzazione delle scuole e sulla capacità di rispondere ai bisogni educativi del territorio.
Il personale rappresenta infatti una componente centrale del sistema scolastico: meno risorse significherebbero meno servizi, meno supporto didattico e una minore efficacia degli interventi contro la dispersione scolastica.
Il nodo del dimensionamento scolastico
Stando alle ricostruzioni apparse sulla stampa, la presunta esclusione della Sardegna dai fondi sarebbe collegata alla mancata adozione autonoma del piano di dimensionamento scolastico richiesto dal Governo nazionale, successivamente attuato tramite un commissario “ad acta” nominato dal Ministero.
Su questo punto, il PSI regionale sottolinea come le decisioni più incisive siano state assunte dallo Stato centrale, ricordando che negli ultimi tre anni la Sardegna ha perso complessivamente 47 autonomie scolastiche, di cui 38 nel biennio precedente e ulteriori 9 nell’anno in corso.
Un sistema scolastico già fragile
Secondo la Federazione socialista, utilizzare l’accesso ai fondi PNRR come strumento di pressione istituzionale rappresenterebbe un colpo particolarmente grave per un sistema scolastico regionale che presenta già criticità strutturali.
La Sardegna, infatti, continua a registrare livelli di abbandono scolastico tra i più alti a livello nazionale, una condizione che richiederebbe maggiori investimenti e non ulteriori penalizzazioni.
La richiesta al Governo e allo Stato
Il PSI Sardegna chiede con fermezza che l’eventuale decisione venga immediatamente rivista, consentendo alla Regione di accedere alle risorse PNRR destinate al personale scolastico.
L’appello è rivolto allo Stato affinché garantisca alla Sardegna strumenti e risorse adeguate per competere con i sistemi scolastici delle regioni più organizzate, senza trasformare la scuola in una “merce di scambio” nei rapporti istituzionali.
A firmare la presa di posizione sono Gianfranco Lecca, Segretario regionale del PSI Sardegna, e Pino Aquila, responsabile scuola del partito a livello regionale.




