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Idonei dei concorsi scuola, il nodo resta irrisolto: appello alla politica per una svolta immediata

Alla redazione di OggiScuola è pervenuto un contributo di riflessione da parte di Salvatore Francesco Ciurleo, esperto di dinamiche scolastiche, che interviene sul tema degli idonei dei concorsi scuola, una questione che continua a rimanere ai margini del dibattito politico nonostante coinvolga migliaia di docenti. Di seguito il testo.

La questione degli idonei continua a essere trattata come un problema secondario, rinviato di decreto in decreto, di annuncio in annuncio, senza mai arrivare a una soluzione strutturale. Gli elenchi regionali, presentati come la risposta definitiva, rischiano invece di trasformarsi nell’ennesima illusione: una misura tampone, utile più alla comunicazione politica che alla vita reale di migliaia di docenti che da anni attendono una risposta concreta.

È ormai evidente che l’attuale indirizzo politico non mostra una reale volontà di affrontare il problema alla radice. Le decisioni assunte finora vanno tutte nella stessa direzione: prendere tempo, spezzettare la platea degli interessati, rinviare la soluzione a un futuro indefinito. Nel frattempo, gli idonei restano sospesi in una terra di nessuno: vincitori di concorso senza cattedra, formalmente riconosciuti ma mai davvero assunti.

Parliamo di professionisti che hanno superato prove selettive, dimostrando competenza e preparazione, ma che continuano a essere esclusi da un sistema che sembra preferire la precarietà strutturale alla stabilizzazione. Una condizione che non è più tollerabile e che non può essere archiviata con soluzioni parziali o provvedimenti temporanei.

A questo punto, l’unica speranza concreta sembra legata a un cambio di rotta politico. Il prossimo governo dovrà assumersi una responsabilità chiara e farlo subito, senza ambiguità, senza ipocrisie, senza l’ennesimo linguaggio burocratico che finisce per mascherare l’inerzia.

In questo scenario, il Partito Democratico non può restare in silenzio. Ignorare quanto sta accadendo a questa categoria significherebbe voltare le spalle a una battaglia di giustizia e di dignità che riguarda non solo i docenti coinvolti, ma la credibilità dell’intero sistema scolastico.

L’impegno politico deve essere immediato e netto: unificare l’organico di diritto e l’organico di fatto, aprire realmente alle assunzioni, ridurre il numero di alunni per classe portandolo a quindici e inserire senza ulteriori rinvii una riserva per gli idonei abilitati nelle GPS. Non domani, non con gradualità indefinite, ma ora.

Continuare a rinviare significa accettare che un’intera generazione di docenti resti bloccata in una precarietà senza sbocchi, nonostante abbia fatto tutto ciò che lo Stato ha chiesto: studiare, superare le selezioni, dimostrare il proprio valore.

Una scuola che rinuncia a valorizzare chi ha superato un concorso pubblico rinuncia anche al principio di meritocrazia su cui dovrebbe fondarsi.

✍️ Salvatore Francesco Ciurleo
Esperto di dinamiche scolastiche

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