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Ds ospita una studentessa russa e accoglie un bimbo ucraino

Quando una dirigente scolastica ospita una studentessa russa e al contempo accoglie a scuola un bimbo ucraino… I mille volti della guerra.

La storia

La storia viene raccontata da La Stampa, che pubblica le parole della preside Renata Varrone: “Mia figlia, che ora ha 19 anni, avrebbe dovuto frequentare la quarta Superiore all’estero, ma tutto è stato bloccato dal Covid. Allora ci ha fatto una proposta: che fossimo noi ad ospitare in famiglia una ragazza straniera. Facendo, insomma, l’esperienza al contrario. Non è stato semplicissimo decidere di intraprendere questo percorso, poi Intercultura ci ha abbinato con casualità alla ragazza che abbiamo accolto. Casualità, perché avevamo soltanto la possibilità di scegliere se ospitare un maschio o una femmina”.

La studentessa russa

Così la Ds sulla studentessa: “Una ragazza dolce, che si è ambientata e frequenta il liceo a Cuneo, come mio figlio. Tutto questo, fino a quando la crisi tra Ucraina e Russia si è trasformata in una guerra. Ora lei è in grande apprensione, si sente molto triste, quasi con un senso di colpa per quello che sta succedendo. Vede in televisione quanto accade, segue sui social. Ed è lei a dare le informazioni ai suoi genitori, che sono rimasti a Irkutsk. Vittime anche loro, anzitutto perché gli viene impedito, come a tutti gli abitanti, di conoscere qual è la reale situazione. Proviamo molta pena per questo: non è una guerra voluta dalla gente. La ragazzina ci racconta che anche la sua città, da circa 600 mila abitanti, sembra essersi spenta. Che non c’è più nulla. Hanno chiuso tutte le grandi catene commerciali stranieri, che se ne sono andate. E non è più possibile fare ricerche su Google“.

Il bimbo ucraino in arrivo

In arrivo tra qualche giorno il nuovo alunno. Figlio di profughi ucraini, appena giunti in paese. Così la preside: “Adesso devo pensare a lui e tutelarlo. Non accendetegli i riflettori addosso. Perché merita di ritrovare un po’ di serenità“.

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