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Caos supplenze: troppe rinunce e cattedre scoperte soprattutto al Nord

Caos supplenze: troppe rinunce e cattedre scoperte. Il Ministro Bianchi ci ha provato ma il sistema ha fallito.

Lo spiega Cisl Scuola che ha raccolto i dati che riguardano la nuova procedura informatizzata di assegnazione delle supplenze.

Il nuovo modello “ha facilitato le candidature, oltre 450mila, ma poi molti si sono ritirati, soprattutto al Nord, e questo sta mandando in crisi alcune scuole“, evidenzia Maddalena Gissi, segretario generale di Cisl Scuola.

Sono davvero molti gli insegnanti che, dopo aver partecipato alla procedura di assegnazione delle supplenze, rifiutano gli incarichi annuali provocando non poche difficoltà alla gestione scolastica.

Al Corriere della Sera, Dorotea Russo, preside all’Italo Calvino di Milano, ha spiegato che diversi docenti “sono già spariti: chi ha chiesto aspettativa, chi trasferimento, chi ha rifiutato. Inoltre, ho alcune docenti in maternità”.

Sul fatto che qualche giorno fa alcuni genitori abbiano protestato fuori dal suo istituto, la dirigente dice: “Li capisco, ma il reclutamento, come è organizzato ora, non funziona. Alcuni insegnanti nominati non ci hanno neppure detto che non avrebbero accettato e hanno sempre 48 ore di tempo per dare risposta“.

Il sistema di reclutamento docenti continua a cedere nonostante l’impegno del Ministero e le modifiche apportate nel segno dell’innovazione e del cambiamento. Evidentemente c’è bisogno di cambiamenti più radicali.

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