Sondaggio sul ritorno alle bocciature: riconoscere chi ha studiato o badare allo stato psicologico?
Skuola.net fa emergere i pensieri contrastanti degli studenti, diretti interessati alla questione

Nel 2020 il drastico e inaspettato passaggio alla didattica a distanza ha portato, nel mondo della scuola, a conseguenze quali il “tutti ammessi” al successivo anno scolastico.
Quest’anno, invece, è quasi sicuro che le bocciature saranno concesse e saranno, come da sempre, i Consigli di classe a decidere le sorti degli studenti.
La notizia ha stupito molte famiglie che non si troverebbero d’accordo con questa idea. Molti studenti, diretti interessati alla questione, sembrano invece non trovare nella bocciatura qualcosa di sbagliato.
Il dato è emerso da un sondaggio effettuato da Skuola.net su 2.500 alunni di scuole medie e superiori.
Il 56% degli intervistati concorda con il ritorno alle bocciature perché reputano che l’impegno vada varolizzato, mentre il 44% degli studenti si oppone a questa scelta.
GLI STUDENTI A FAVORE DELLA BOCCIATURA
Per oltre due terzi degli studenti favorevoli alla bocciatura, riporta Skuola.net, “chi aveva voglia di studiare ha continuato a farlo anche durante la difficile convivenza con la Dad e, quindi, non sarebbe giusto se venisse riservato lo stesso trattamento indistintamente a tutti gli studenti.”
Il 16% degli studenti pro bocciatura, inoltre, ritiene che far ripetere l’anno agli alunni in difficoltà servirebbe ad aiutarli a recuperare le lacune accumulate nel corso dell’anno. E ancora, per circa 1 su 10 di questi studenti sarebbe un errore promuovere tutti perché la Dad, quest’anno, non ha inciso così profondamente sul rendimento rispetto a dodici mesi fa.
A tal proposito si è espresso il direttore di Skuola.net Davide Grassucci, il quale si dice consapevole del fatto che chi ha lavorato, vorrebbe giustamente vederselo riconosciuto. Ma oltre a questo, per Grassucci bisogna senza dubbio considerare il fatto che in questi mesi non tutti hanno avuto le medesime possibilità a causa di problemi di connessione, o di scarsa disponibilità di spazi e device o per via di problemi familiari o legati all’emergenza sanitaria. Per questo “sarebbe giusto dare alle scuole e ai docenti la possibilità di decidere autonomamente sugli esiti di fine anno, con la possibilità di deroghe sui requisiti di ammissione all’anno successivo quali quelli che sono già previsti, ad esempio, per l’esame di maturità”, ha suggerito Grassucci.
GLI STUDENTI CONTRARI ALLA BOCCIATURA
Gli studenti che si oppongono alla proposta di far tornare possibile la bocciatura per quest’anno, lo fanno perché reputano che le chiusure delle scuole e la situazione emergenziale in generale abbiano avuto risvolti psicologici da non sottovalutare. Per il 48% di essi, nell’ultimo anno ci sono state troppe difficoltà dal punto di vista emotivo e mentale per portare a un giudizio obiettivo da parte dei professori.
Per il 30%, invece, non si dovrebbe poter bocciare perché la Dad ha impedito agli studenti di rendere come avrebbero fatto in classe.
Infine, Il 18% degli studenti contro la bocciatura chiama in causa chi ha gestito l’emergenza cosicché, ora, non vuole rischiare di pagare per responsabilità estranee alla sua volontà.




