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La fine del passato Governo, l’insediamento del nuovo, tra dichiarazioni, annunci e proclami.

A tutto tondo!

Siamo stati in silenzio a osservare, analizzare e riflettere, perché a parlare a caldo, per non dire a vanvera, sono
capaci in tanti, troppi, ogni giorno da un po’ di tempo in qua.
La fine del passato Governo, l’insediamento del nuovo, tra dichiarazioni, annunci e proclami.
Ora abbiamo un quadro complessivo ben chiaro, un obbrobrio, di cui vogliamo condividere i punti salienti e le
tinte oscure….
1. La situazione del precariato è drammatica, per chi la subisce personalmente e professionalmente , quanto per il
sistema scolastico nel suo complesso. L’aumento esponenziale del precariato è stato vertiginoso, da quando si
prometteva di azzerarlo, e ai “vecchi precari”, che ancora affollano varie graduatorie, se ne sono sommati di
nuovi: quelli parcheggiati nelle interminabili GAE (inutile ripercorrere le ragioni di questa amara vicenda), quelli
che per effetto di una giustizia intermittente torneranno ad essere precari (anche qui stendiamo un velo pietoso)
e tutti i “nuovi” precari, coloro i quali hanno maturato nel frattempo servizio, in assenza di un sistema di
reclutamento a tempo indeterminato corretto, imparziale e degno di questo nome.
2. Sono stati banditi dei concorsi, uno svolto in piena pandemia, che ha escluso circa 8.000 persone, impossibilitate per ragioni legate alla pandemia stessa, malate o in quarantena fiduciaria), per le quali ancora NESSUNO si è espresso politicamente se non a sfavore.
3. Del concorso ordinario non ne abbiamo traccia….
4. Siamo passati dal sentire che la DaD era “meravigliosa”, “è stata disastrosa”, ha creato diseguaglianze e dislivelli che “devono essere recuperati d’estate (come, in DaD, in presenza?), sarà “strutturale”, a seconda della giornata e di cosa fa più presa sull’opinione pubblica o, speriamo di non esagerare con le elucubrazioni, di quali giustificativi si devono trovare per motivare scelte politiche in fase di definizione (pensiamo ai milioni di euro destinati alla digitalizzazione affidata ai privati)
5. Le prove INVALSI sembra siano la più pressante delle necessità del sistema scolastico italiano… dovranno giustificare altri milioni sborsati? Ma le scuole sono state chiuse, in molte realtà locali e regionali… quindi al momento si tace anche su questo, in attesa della fatidica terza ondata ormai scritta.
6. Si vaccinano i docenti a macchia di leopardo, qui sì, qui no, qui forse…. Ma in virtù della meravigliosa regionalizzazione del sistema sanitario, che nemmeno l’attuale emergenza (un anno?) ha saputo gestire uniformemente, i docenti “fuori sede” tra cui i precari sfruttati in attesa della lampada di Aladino, i docenti bloccati dai vincoli di permanenza, i docenti delle regioni limitrofe (in migliaia lavorano in una regione diversa dalla residenza ma sereni nel loro pendolarismo giornaliero) non possono ricevere il vaccino in virtù di una imperdonabile incapacità di gestire in maniera omogenea ed uniforme la delicata ed urgente materia.
7. La mobilità è una chimera per troppi docenti, anche per chi ha dovuto subire disposizioni successive al bando concorsuale che non contenevano vincoli o contemplavano vincoli di misura inferiore a quello quinquennale stabilito di recente.
8. Tutti propositivi e possibilisti all’opposizione, mostruosi burocrati e ingranaggi d’apparato quando al Governo, salvo il fatto di continuare a vessare la scuola, i docenti precari e no, in continuità o in direzione peggiore di quella già tracciata dai predecessori.
9. Tutti si propongono come i “salvatori della scuola”, tutti mettono la scuola al primo posto!
10. Le associazioni di categoria da oltre dieci anni combattono, contrastano, propongono… quando sarà riaperto un dialogo autentico con chi la scuola la fa, la vive e la fa funzionare ogni giorno, anche fuori dagli edifici scolastici?
Questo decalogo contiene alcune delle questioni pressanti che andrebbero affrontate e risolte con l’attenzione che meritano ma si sa, in epoca di pandemia, i problemi del Paese sono tanti e alcuni possono essere “sacrificati”…
Non parlateci di emergenza, per favore, almeno la decenza di tacere… I problemi sono annosi, l’attuale situazione sanitaria non ha fatto altro che renderli più vistosi!
Valeria Bruccola

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