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Galli: “Coronavirus, quando si dice che la scuola sia irrilevante per l’epidemia non ci sto”

Il noto infettivologo milanese ha tirato in ballo la scuola nel suo ultimo convegno in forma virtuale.

Massimo Galli, direttore di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano, intervenuto in apertura del Congresso Nazionale di NeuroPsicoFarmacologia in forma virtuale, ha parlato anche della scuola ai tempi dell’epidemia: “Quando si dice che la scuola sia irrilevante non ci sto. Una metanalisi in 131 Paesi mostra che 28 giorni dopo la riapertura delle scuole intese in senso lato, abbiamo un 24% di aumento dell’Rt. Un 25% si ottiene invece con situazioni che favoriscono la concentrazione di più di 10 persone. Come descrive l’Iss in un recente rapporto le infezioni di soggetti in età scolare sono 203mila: quelle registrate, senza contare gli asintomatici. I ragazzi tra 14 e 18 anni hanno comunque una parte importante nel totale di coloro che sono infettati in età scolare: che si siano contagiati a scuola o meno, il tema merita attenzione“.

L’esperto spiega che: “dobbiamo stare ancora molto attenti. In altre parole, siamo in una fase in cui l’epidemia è lì, affannosamente i metodi di contenimento in qualche modo l’hanno mitigata, ma non fino in fondo. Ci sono stati dei ripensamenti e il tira e molla cromatico tra una regione e l’altra, le rivendicazioni. Il risultato è che rischiamo di ‘congelare’ ancora la popolazione“, conclude il noto infettivologo milanese.

 

 

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