Scuola, docenti fragili: sono 250.000 i prof che potrebbero restare a casa il 14 settembre. Ecco chi sono

Scuola, docenti fragili: sono 250.000 i prof che potrebbero restare a casa il 14 settembre
Manca poco più di una settimana alla riapertura delle scuole e venti giorni all’inizio delle lezioni, ma il rischio di ritrovarsi con un organico dei docenti sottodimensionato aumenta ogni giorno. Basti pensare a quanti prof fragili ci sono e a come poco siano stati, finora, considerati dalle disposizioni ministeriali. Poco meno della metà dei docenti (quelli sopra i 55 anni di età, ma anche più giovani se affetti da patologie che diano immunodepressione o se colpiti da disabilità non grave) potrebbe, infatti, chiedere per ragioni di salute (in quanto più “fragile” rispetto al Coronavirus) di restare a casa o, in alternativa, di continuare l’attività in smart working e, dunque, con la didattica a distanza.
Potrebbe farlo legittimamente sulla base delle regole previste da decreti, accordi e circolari, di sicuro fino alla fine dello stato di emergenza (attualmente fissato al 15 ottobre), ma, almeno per il lavoro “agile”, anche fino al 31 dicembre. E il risultato, anche se solo la metà dei potenziali interessati, decidesse di salvaguardarsi in maniera attiva sarebbe a dir poco devastante: mancherebbero all’appello oltre 250.000 docenti. Insegnanti per i quali occorrerebbe organizzare la didattica a distanza. Con tutte le problematiche derivanti. Se si aggiungono le 60.000 cattedre vacanti stimate per difetto dai sindacati dopo le operazioni di mobilità ci potremmo ritrovare di fronte a un caos difficilmente risolvibile.
Eppure, nonostante il conto alla rovescia appaia agli sgoccioli, dal ministero non arrivano segnali incoraggianti per i prof fragili. I sindacati non appaiono molto combattivi su questo fronte. I dirigenti scolastici sono alle prese con problemi a dir poco complessi. Ma cosa accadrà se i docenti decidessero di fermarsi per difendere il proprio diritto alla salute?
Leggi qui altre notizie su OggiScuola
Seguici anche sulla nostra pagina social Facebook




