“La mia maestra era speciale, era una mamm-estra”, il toccante ricordo di una ex piccola alunna

LA MIA MAESTRA ERA SPECIALE, ERA UNA MAMM-ESTRA
A scuola ci aspettava la maestra: anni fa avevamo solo una maestra che faceva tutto, si occupava dell’insegnamento di tutte le materie, inclusa ginnastica e religione. Lei è stata la maestra di mio fratello prima e di me poi. A quei tempi era un vita un pò sul modello della “Casa nella prateria”, serie televisiva che ho adorato, dove tutti in paese si conoscevano, la vita era semplice, si stava sempre all’aria aperta e il tempo trascorreva con lentezza. Io ovviamente mi sono sempre sentita molto Laura Ingalls (così come la Jo di Piccole donne, ma questo argomento merita un altro post!).
La mia maestra era diversa e non lo dico solo oggi che è passato tanto… troppo… un po’ di tempo, ma lo sentivo e lo sapevo anche allora. I ricordi che mi legano a quel periodo di scuola e a quello che lei ha rappresentato sono ancora così vivi che quasi scottano. La mia maestra era una mamm-estra, un misto tra un’insegnante e una mamma. Non ho avvertito alcun impatto traumatico nell’abbandonare l’asilo (la odierna Scuola dell’infanzia) per le elementari. E’ stato tutto naturale e mi sono sempre sentita un po’ a casa con lei.
COSA RICORDERO’ PER SEMPRE DI LEI
Di lei ho impresso e vivo nella memoria il sorriso, un sorriso caldo, aperto, sincero. Lei con noi bambini rideva e posso davvero pensare che si divertisse. Certo ci sgridava, per cui ho memoria anche dei suoi toni severi, dello sguardo amareggiato per un comportamento inaspettato da parte nostra. Ma ricordo di più i gesti di affetto, le carezze sulla testa, il suo essere avvolgente.
Lei probabilmente seguiva, come oggi, un programma didattico e ministeriale, ma non ricordo di averla mai sentita dirci che eravamo in ritardo con il programma, che stavamo rimanendo indietro. Invece ripenso al fatto che lei stravolgesse spesso l’organizzazione stabilita, perché anche quando non era in “orario”, lei ci portava in palestra per farci giocare, e per insegnarci attraverso il gioco le regole della convivenza, della collaborazione e del fare squadra.
Lei era calma, aveva una dolcezza ed una serenità nello spiegare e nel coinvolgerci che fa da contraltare alla velocità e all’agitazione di oggi, di adulti e bambini. Anche nei rimproveri era generalmente calma (ricordo solo qualche volta che perdeva il controllo e la sua voce diventava improvvisamente acuta e stridula).
Lei era a favore della sperimentazione e del fare: si imparava facendo, osservando, scoprendo in prima persona.
tratto da ascoltamicongliocchi.it
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