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Maddalena Gissi: a settembre 250.000 supplenti e niente cattedra nel 2020 per i vincitori di concorso

Maddalena Gissi: a settembre 250.000 supplenti e niente cattedra nel 2020 per i vincitori di concorso

Da settembre si ripartirà con oltre 250.000 supplenti. Un’analisi che avevamo già fatto nostra ma che ora trova un’altra autorevole voce. Il segretario nazionale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi, parla addirittura della necessità di un piano Marshall. Per il leader della Cisl scuola occorre rivisitare il modello di reclutamento. Ma c’è di più: per Maddalena Gissi difficilmente a settembre vedremo in cattedra i vincitori del concorso ordinario 2020. Insomma un quadro difficile. Per qualcuno disastroso nonostante i proclami delle scorse settimane.

Così sarebbero oltre  250.000 i supplenti annuali nelle scuole italiane da settembre prossimo. Supplenti che si andrebbero ad aggiungere ai 40.000 precari che già oggi sostituiscono i prof per brevi e brevissimi periodi di assenza. Il prossimo anno scolastico rischia di vedere esplodere ai livelli massimi il fenomeno della “supplentite”. Ai numeri già preoccupanti di oggi (sono oltre 185 mila i docenti con cattedre annuali e 40 mila i supplenti temporanei) si aggiunge infatti quota 100 che porterà in 10 anni all’uscita del 50% del corpo insegnanti.

Per Maddalena Gissi basterebbe già questo a necessitare un intervento ben più drastico di quello attualmente in atto. Ma si  rischia di non far partire in  tempo i due concorsi: ordinario e straordinario, per la scuola secondaria, che avrebbero dovuto portare in cattedra in tempi brevi quasi 50 mila docenti.

Solo tempi molto ristretti possono permettere di portare in cattedra, il primo settembre, i  nuovi docenti del concorso straordinario. Infatti entro la metà di febbraio dovrebbero essere presentate le candidature, le prove andrebbero svolte entro l’inizio dell’estate.

Il concorso ordinario prevede invece tempi lunghissimi di svolgimento, non meno di 2-3 anni tra creazione delle commissioni, svolgimento delle prove scritte e orali, correzioni, ricorsi e incarico ai vincitori.

Insomma, per dirla come Maddalena Gissi: occorre un piano Marshall. Subito.

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