“Sono stato catturato da due malviventi”: scattano le indagini, ma aveva solo preso un brutto voto

Un voto insopportabile, che a dodici anni è una montagna troppo alta da scalare. E allora meglio fuggire dopo aver preso un cinque ad un’interrogazione, inventando un rocambolesco rapimento sotto casa, a Pisa. Un racconto tanto dettagliato da mobilitare per ore le forze dell’ordine in un clima di ansia.
Come racconta Il Resto del Carlino, l’allarme è scattato intorno alle 14 quando il 12enne appena uscito da scuola si è recato, col nonno, verso casa di quest’ultimo. Ma prima di salire nell’abitazione la sua attenzione è richiamata da un gattino che sta scendendo nel tunnel della corsia dei garage. Qui, ad attenderlo, nel buio più totale vi sono due misteriosi giovani. Gli coprono la bocca con una mano poi lo costringono ad uscire dall’altra parte della «galleria» per farlo salire con la forza su un’auto scura. I rapitori restano muti e corrono per diversi chilometri fino a quando raggiungono il ponte delle Bocchette. Qui accade un ulteriore insolito evento: i banditi notano un secondo ragazzino a piedi, sta parlando al telefono.
Fermano l’auto, scendono e provano a catturare anche lui. Il 12enne – ormai rimasto da solo in auto –, sfrutta l’occasione: abbassa il finestrino, apre lo sportello chiuso dalla sicura e scappa. Provano ad inseguirlo, ma lui è più veloce. Torna a casa dal nonno e racconta tutto. I rapitori? Giovani, uno dalla carnagione olivastra. Impossibile risalire alla nazionalità: «non hanno mai parlato». La famiglia è sconvolta. Non solo loro.
L’allarme è massimo. La polizia corre sul posto con due Volanti e la Squadra Mobile avvia le indagini. Ma più passano i minuti meno quel racconto viene ritenuto credibile. Troppi elementi non quadrano. Se quel racconto è inventato significa che deve coprire un disagio. Così si scopre di quel cinque a scienze tanto insignificante ma altrettanto duro da digerire per chi nella scuola ha la sua vita.
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