Opinioni

Se negli anni ’60 ’70 e ’80 eri un bambino, devi assolutamente leggere quanto è cambiato il mondo

Se negli anni ’60 ’70 e ’80 eri un bambino, devi assolutamente leggere quanto è cambiato il mondo. E’ questo il messaggio del blog Mamme Oggi che ha raccolto 15 incredibili “fatti” che raccontano proprio l’evoluzione del tempo.

ANNI ’60 ’70 e ’80, da 1 a 5

In auto potevamo andare senza cinture di sicurezza, e gli air bag spesso non esistevano.

Le nostre culle erano dipinte con colori molto vivaci, e spesso con vernici a base di piombo.

Andavamo in bicicletta ma non usavamo mai il casco.

Bevevamo l’acqua dal tubo del giardino invece che dalla bottiglia dell’acqua minerale.

Giocavamo per strada e, spesso, in strade dove non passavano auto.

ANNI ’60 ’70 e ’80, da 5 a 10

Non esistevano cellulari e non era possibile rintracciarci: l’unico obbligo era quello di rientrare a casa prima che facesse troppo buio.

Non esistevano PlayStation, Xbox, videogiochi, televisore satellitare con mille canali, cellulari, PC, e altro: in compenso, avevamo tanti amici da incontrare nella vita reale!

Giocavamo con qualsiasi cosa ci capitasse sotto mano: bastoni, palloni sgonfi, carretti improvvisati da lanciare a tutta velocità in pericolosissime discese e tanto, tanto altro ancora.

Quando venivamo bocciati, ripetevamo l’anno. E non per questo si ricorreva a scuole di recupero, psicologi, consulenti che potessero curare ipotesi di cali di attenzione o iperattività;

Condividevamo più cose con i nostri amici.

ANNI ’60 ’70 e ’80, da 1 a 5 da 10 a 15

Ci facevamo male più spesso ma non facevamo mai tragedie. Un cerotto e una sgridata ed era finita lì.

Non osavamo contraddire o rispondere per le rime ai professori. E se lo facevamo, a casa non ci aspettava comprensione, ma qualche scapellotto.

Mangiavamo di tutto e di più ma a nessuno è mai venuto in mente di interrogarsi sui problemi dell’obesità.

Sapevamo forse meno cose della vita, ma eravamo comunque soddisfatti.

Avevamo più libertà e più rischio di fallire e di cadere, ma le responsabilità ci hanno fatto crescere.

 

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