Ultimo: “A scuola sono stato bocciato due volte, ma oggi canto negli stadi”
Ultimo, nome d’arte di Niccolò Moriconi, parla di scuola. Il cantante ha scelto non a caso di essere definito così. “La sensazione di essere ultimo è nata nell’adolescenza – rivela -: sono stato bocciato due volte al Liceo e quando ero in seconda i miei amici erano già in quarta. Mi sentivo indietro rispetto agli altri. Ma avevo il mio sogno della musica”.
In una lunga intervista rilasciata a Il Giornale il cantante, arrivato secondo al Festival di Sanremo dopo Mahmood, ha poi aggiunto: “Sono sempre stato più fuori che dentro casa. Sono cresciuto al parcheggio. Quello della mia scuola elementare e media a San Basilio. Dopo le lezioni passavo il mio tempo lì con gli amici della scuola. Che poi sono quelli che mi sono rimasti oggi. Sono cinque: pochi ma buoni”.
“Non sono mondano – conclude – non mi piacciono i posti affollati, preferisco stare con gli amici a giocare a carte o a guardare un film”.E pensare che Ultimo deve tutto alla madre e a Renato Zero. “Mamma è una fan scatenata di Renato Zero, mi faceva sentire le sue canzoni. Ho dei video di quando già a 6 anni cantavo i pezzi di Renato. Li tengo per me ovviamente… – racconta l’artista -. In prima mia madre mi chiese: ‘Cosa vuoi fare oltre alla scuola’. E io: ‘Non lo so’. Allora mi propose la musica e mi portò in una scuola”.
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