Opinioni

Promossi o rimandati? Lo psicologo: “Stop allo stereotipo del figlio bocciato che lede l’immagine dei genitori”

Promossi o bocciati? – di Stefano Coletta, psicologo

I ragazzi, fino ai 13/14 anni, ricercano la promozione per compiacere i genitori, dai quali ricevono gratificazioni e regali.
Non lo fanno per sé, lo fanno per gli altri, per i genitori, perché non sono ancora indipendenti da loro.

Il ragazzo bocciato, invece, delude i genitori e così si distacca emotivamente da loro.
E questo non è sempre una cosa negativa, anzi: spesso è proprio il primo passo verso l’indipendenza psicologica!

Poi, però, si distacca anche dagli amici di classe e dalla sua identità, che sente minata. Lì il senso di profonda solitudine e di sofferenza.

Cosa fa allora il genitore?

Punisce il ragazzo, senza accorgersi che non lo sta punendo per la bocciatura, ma perché ha ferito l’orgoglio di mamma e di papà: un figlio bocciato lede l’immagine dei genitori.

Ecco perché chi viene bocciato avrebbe bisogno di un abbraccio in più rispetto ai promossi; di essere ascoltato di più rispetto a chi è stato promosso e, soprattutto, di ricevere un regalo in più rispetto a chi è stato promosso. S.C.

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