Dopo la Fedeli e Franca Di Blasio, anche Bussetti vuole premiare la prof aggredita: “Per lei una medaglia”

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Dopo la Fedeli e Franca Di Blasio, anche Bussetti vuole premiare. Una medaglia all’insegnante aggredita nei giorni scorsi da una madre dopo la sospensione da scuola della figlia. La proposta dal ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, arrivato all’Istituto professionale Einaudi di Lodi proprio per incontrare la professoressa e complimentarsi con lei.

LE PAROLE DI BUSSETTI

“Sono venuto a ringraziare questa insegnante anche per il suo comportamento, per l’autocontrollo che ha saputo tenere in quei momenti – ha spiegato il ministro -. L’insegnante e’ stata bravissima, ha pensato comunque ancora prima alla ragazza sospesa che a se stessa”.

Vittoria Bellini, 63 anni, insegnante da 38, si e’ detta ancora “molto amareggiata perche’ tra scuola e famiglia un dialogo c’e’ ma, purtroppo, e’ molto falsato, sfasato. Piu’ volte, in questo periodo, ho pensato che dobbiamo ritrovare dei valori che o abbiamo perso o che, comunque, vanno rinnovati e riproposti. La scuola e’ centrale. Come scuola abbiamo fatto di tutto per aiutare questa famiglia. Abbiamo coinvolto anche sindaco e assistenti sociali”.

LA PROF: “ME L’ASPETTAVO”

Ma la professoressa ha voluto anche sottolineare che questa aggressione era quasi preannunciata: “Io me l’aspettavo che prima o poi sarebbe potuto accadere qualcosa. La madre ci aveva offeso tante volte, anche con declinazioni della parola prostituta. Concludendo nei miei confronti anche con “terrona, terrona”.

Avevo avvisato le altre insegnanti che avremmo dovuto arrivare da tempo a conclusioni piu’ decise. Non lo abbiamo fatto ed e’ successo il peggio. Invece, per la ragazza devo dire che mi dispiace tantissimo – conclude l’insegnante -. La ragazza e’ stata aiutata sempre”.

MIUR PARTE CIVILE A PROCESSO

Il ministro Bussetti ha spiegato che “ci costituiremo parte civile nel processo”, atteso anche dopo la denuncia dell’insegnante aggredita, E, poi, ha ribadito come sia positivo per lui la reintroduzione dell’educazione civica per “fare apprezzare il lavoro che, quotidianamente, sia i dirigenti scolastici, sia i docenti ma anche tutto il personale amministrativo svolgono. Ed e’ vero che abbiamo questi casi ma abbiamo anche avuto i casi di Crema che hanno, invece, messo in luce come e’ forte il sentimento che spinge verso questa missione i docenti”. Ma il ministro ha anche voluto parlare della divisa a scuola : “Credo che permetta, dal punto di vista dell’inclusione sociale, di far si’ che tutti gli studenti e i nostri alunni possano sentirsi a miglior agio all’interno delle classi”. Ora la parola su quanto accaduto all’Einaudi e sul futuro scolastico della giovane 17enne passera’ al Consiglio d’Istituto che verra’ convocato entro il prossimo 28 maggio.

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