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Scuola, Pittoni (Lega): «Parificare spesa ruolo-supplenza per superare la supplentite». Verso il doppio canale e le GPSR

ROMA – Superare l’atavico problema della “supplentite” attraverso una riforma strutturale del reclutamento che passi per il doppio canale e, soprattutto, per la rimozione degli ostacoli economici che finora hanno reso più conveniente per lo Stato il ricorso al precariato piuttosto che alla stabilizzazione. È questa la sintesi della strategia illustrata da Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega e già presidente della commissione Cultura al Senato, intervenuto a margine del congresso della UIL Scuola.

Dalle GPS alle GPSR: il piano per il precariato storico

Il fulcro della proposta di Pittoni risiede nella valorizzazione delle Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS), con l’obiettivo di trasformarle in uno strumento stabile per le immissioni in ruolo. «L’attenzione ora è sul cosiddetto precariato storico – spiega Pittoni – a partire dalle GPS che, per un certo periodo, hanno consentito l’accesso al ruolo sia sul sostegno che per posto comune».

L’obiettivo politico è l’istituzione delle GPSR (Graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo). Il modello, già testato con successo per il sostegno, dovrebbe essere esteso anche al posto comune, creando un sistema di reclutamento diversificato che non si affidi esclusivamente ai concorsi ordinari, ma riconosca il valore dell’esperienza maturata sul campo dai docenti precari.

Il nodo economico: il risparmio sui supplenti blocca le assunzioni

L’analisi di Pittoni tocca un punto nevralgico della gestione amministrativa scolastica: il divario di spesa tra personale di ruolo e personale supplente. Secondo l’esponente della Lega, il principale freno alle stabilizzazioni non sarebbe solo normativo, ma economico.

«Finora a raffreddare le buone intenzioni ci ha pensato il notevole risparmio economico che comporta affidarsi a supplenti», denuncia Pittoni. Una parificazione del costo unitario tra le due categorie – che condividono medesimi oneri e responsabilità didattiche – renderebbe meno “appetibile” per il Ministero dell’Economia il mantenimento di migliaia di cattedre in deroga o a tempo determinato, agevolando il via libera degli organi contabili alla stabilizzazione dei docenti.

Novità normative: Decreto PA 2025 e scorrimento graduatorie

Il percorso verso il nuovo sistema di reclutamento trova sponde legislative recenti. Pittoni richiama infatti il decreto PA 2025, che ha introdotto deroghe ai limiti imposti dalle norme sui concorsi, permettendo una gestione più flessibile delle graduatorie approvate nel corso del 2026.

Inoltre, l’ultima Manovra di Bilancio segna un cambio di passo nella gerarchia delle assunzioni: il Governo si è infatti impegnato a privilegiare lo scorrimento delle graduatorie vigenti rispetto all’indizione di nuove procedure concorsuali per profili professionali già disponibili. Una misura che mira a svuotare le graduatorie esistenti, riducendo il numero di aspiranti in attesa e ottimizzando le risorse umane già selezionate.

Le responsabilità delle parti sociali

In conclusione, Pittoni lancia un monito alle parti sociali: una volta affrontato il tema del divario di spesa, la palla passerà al confronto sindacale e politico. La sfida per il Ministero dell’Istruzione e del Merito resta quella di garantire la continuità didattica, un obiettivo che può essere centrato solo riducendo drasticamente il numero di contratti a termine che ogni anno, puntualmente a settembre, paralizzano l’avvio dell’anno scolastico.

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