L’Ordine degli Avvocati di Napoli promuove il convegno su arte e reinserimento sociale

NAPOLI – L’arte come leva concreta di inclusione e reinserimento sociale. È questo il tema al centro del convegno in programma il prossimo 5 maggio 2026 ore 10,30 presso la Sala Arengario del Palazzo di Giustizia “Alessandro Criscuolo”, al Centro Direzionale di Napoli. L’iniziativa, promossa dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli nell’ambito della Commissione di Diritto Penitenziario, punta a costruire un dialogo tra diritto, cultura e società.
Un confronto interdisciplinare tra diritto e cultura
Dal titolo “L’arte come strumento di reinserimento sociale e inclusione. La missione di Eduardo De Filippo nell’opera ‘La Salita’ di Massimiliano Gallo”, l’evento si propone di affrontare in chiave multidisciplinare il tema dell’esecuzione penale, mettendo al centro la dignità della persona e i percorsi di recupero.
L’incontro prende spunto dall’opera teatrale La Salita di Massimiliano Gallo, ispirata alla visione umanistica di Eduardo De Filippo, per approfondire il significato del reinserimento sociale come processo reale di emancipazione e responsabilità.
I protagonisti del convegno
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali della Presidente della Corte di Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli, del Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, Carmine Foreste, e del Vicepresidente Gabriele Esposito.
L’introduzione sarà affidata all’avvocato Riccardo Cafaro, mentre la moderazione sarà curata dall’avvocato Annamaria Scarpa.
Tra gli interventi previsti figurano quelli della Magistrata di Sorveglianza Margherita Di Giglio e del Professor Pasquale Troncone, insieme a importanti esponenti del panorama artistico e culturale come Shalana Santana, Mariano Rigillo, Enzo Avitabile e Massimiliano Gallo regista del film.
La funzione rieducativa della pena al centro del dibattito
Il convegno si inserisce in una riflessione più ampia sulla funzione rieducativa della pena sancita dall’articolo 27 della Costituzione italiana. L’obiettivo è evidenziare come tale principio non possa restare confinato alla teoria, ma richieda strumenti concreti di inclusione.
In questo contesto, l’arte viene riconosciuta come un mezzo capace di incidere profondamente nei percorsi di recupero, offrendo opportunità di espressione, consapevolezza e ricostruzione identitaria.
“L’arte – sottolinea Gabriele Esposito – può essere veicolo di recupero umano e sociale, linguaggio capace di raggiungere luoghi in cui spesso il diritto, da solo, non basta. Riflettere su questi temi significa interrogarsi sul senso più profondo della giustizia.”
Un appuntamento per il futuro della giustizia
L’iniziativa rappresenta un momento di confronto di alto profilo, capace di mettere in relazione istituzioni, giuristi e protagonisti della cultura, con l’obiettivo di promuovere una visione della giustizia più inclusiva e orientata alla persona.
Un appuntamento che conferma il ruolo centrale di Napoli nel dibattito nazionale sui temi della legalità, della cultura e dell’innovazione sociale.


