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Carta del docente, Manzi (Pd): “Risposta del Governo insoddisfacente, misura scomparsa”

Scontro politico sulla Carta del docente. La deputata del Partito Democratico Irene Manzi, capogruppo in Commissione Istruzione e responsabile nazionale Scuola del Pd, definisce “insoddisfacente” la risposta fornita dal Governo a un’interrogazione parlamentare sul futuro della misura destinata alla formazione degli insegnanti.

Secondo Manzi, lo strumento – nato per sostenere l’aggiornamento professionale dei docenti – sarebbe di fatto “scomparso dai radar”, a causa di ritardi e incertezze operative.

Ritardi e mancanza di tempistiche certe

Nel mirino dell’esponente dem ci sono innanzitutto i tempi di attuazione. La piattaforma non sarebbe ancora stata riattivata e non vi sarebbero indicazioni chiare sull’emanazione del decreto necessario a renderla pienamente operativa.

“La risposta del Governo è purtroppo insoddisfacente – afferma Manzi –. Siamo davanti a un grave ritardo nell’apertura della piattaforma, senza una tempistica definita né una data precisa per l’uscita del decreto”.

Una situazione che, secondo la parlamentare, genera incertezza tra gli insegnanti e rischia di compromettere la programmazione delle attività formative.

Risorse insufficienti e rischio riduzione dell’importo

Altro nodo centrale riguarda le coperture economiche. L’eventuale ampliamento della platea dei beneficiari, in assenza di un adeguato rifinanziamento, comporterebbe una riduzione dell’importo individuale riconosciuto a ciascun docente.

“Le risorse stanziate non sono sufficienti – sottolinea Manzi –. Estendere la platea senza incrementare i fondi significa inevitabilmente diminuire il valore del beneficio e ridurre l’efficacia complessiva della misura”.

Un passaggio che, secondo l’esponente Pd, rischia di trasformare uno strumento strutturale in un intervento depotenziato.

Il nodo della finalità formativa

Nel comunicato, Manzi esprime inoltre preoccupazione per quello che definisce uno “snaturamento” della funzione originaria della Carta del docente. La misura era stata concepita per sostenere in modo diretto e continuativo la formazione professionale degli insegnanti, attraverso l’acquisto di libri, corsi, strumenti didattici e aggiornamenti culturali.

Pur riconoscendo l’importanza di politiche di welfare a favore del personale scolastico, la deputata mette in guardia dall’ipotesi di consentire l’utilizzo del bonus anche per spese non strettamente legate alla formazione, come ad esempio i trasporti.

“Non si nega la necessità di misure di sostegno economico – evidenzia – ma permettere che la Carta copra spese diverse dalla formazione rischia di allontanare lo strumento dal suo obiettivo fondamentale”.

“In gioco la qualità del sistema scolastico”

Per Manzi, la posta in gioco va oltre l’aspetto economico. “Si rischia di smantellare una misura importante per la qualità del nostro sistema scolastico e per la valorizzazione della professionalità docente”, afferma.

L’impegno annunciato è quello di continuare a sollecitare l’esecutivo affinché vengano garantite risorse adeguate, tempi certi e il pieno rispetto della funzione formativa della Carta del docente, “nell’interesse delle insegnanti, degli insegnanti e della scuola”.

Il tema resta dunque al centro del confronto politico, in un momento in cui il dibattito sulla valorizzazione del personale docente e sugli strumenti di sostegno alla formazione continua è particolarmente acceso.

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