Via i propri figli da “una scuola che è una caserma”. Ribellione sui gruppi Telegram dei genitori “no vax“. “Informatevi: non c’è bisogno di una laurea per istruire i figli da casa. Proponi la tua esperienza nel gruppo Telegram”, si legge in una chat. Che dirama i “documenti per il ritiro da scuola, informazioni su come tutelarsi e diffide”. C’è pure chi si propone di condividere informazioni utili “a tutti quei genitori che non ci stanno più a mandare in propri figli in una caserma”, chiedendo il passaparola. E c’è chi ammette che dal 15 ottobre è disoccupato, e si mette a disposizione per fare il maestro a domicilio.
L’istruzione parentale e famigliare
Via quindi i ragazzi dalle scuole che impongono il rispetto delle regole anti Covid: dal Green pass alle mascherine e al distanziamento. Per questo iniziano a far capolino le prime richieste di “istruzione parentale“ anche in città: nelle prime settimane di settembre sono state accolte a Milano le domande di 46 famiglie. Ne stanno arrivando altre per motivi diversissimi tra loro mentre spunta un altro fenomeno: la richiesta di “istruzione famigliare“, che non è regolamentata e sulla quale è dovuto intervenire anche l’ufficio scolastico regionale, con un parere ispettivo ad hoc. Negli altri casi, al dirigente scolastico l’onere di valutare se la famiglia può farsi carico dell’istruzione del figlio, mantenendo il legame durante l’anno e valutandolo alla fine del percorso.
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