
Le parole d’ordine sono tre: mascherine, tamponi e Green pass. Tutto pronto per il rientro a scuola in sicurezza di alunni e personale. Ecco come. Tamponi per lo screening degli alunni delle scuole elementari e medie e nuove disposizioni per l’uso delle mascherine a scuola. Oltre al Green pass per gli insegnanti e il personale scolastico, sono queste le novità per gli studenti, contenute nelle “indicazioni strategiche ad interim” per il controllo del Covid in ambito scolastico. Il documento che l’Istituto superiore di Sanità ha limato ieri pomeriggio insieme alle Regioni.
Le mascherine
Tema discusso: le mascherine. E’ obbligatorio indossarle a scuola dai 6 anni all’università. È raccomandata “fortemente” la mascherina di tipo chirurgico in ogni situazione, si legge nel documento. Ma è indispensabile solo “laddove non sia possibile il distanziamento di almeno un metro”. Dunque, dove tutte le misure di prevenzione a partire dalla distanza sono rispettate, le scuole potrebbero decidere anche, in situazioni eccezionali, cioè per i bambini più piccoli, l’uso delle mascherine di comunità in stoffa.
La Dad
Altra questione spinosa: la Dad. L’Istituto di Sanità ricorda che le scuole secondarie e le università “devono essere in condizioni di implementare la didattica a distanza in base alle condizioni epidemiologiche”. Didattica a distanza che può essere attivata “esclusivamente” in singole scuole. O in specifiche aree territoriali con provvedimenti dei presidenti delle Regioni dei sindaci in zona arancione o rossa. Dunque, il passaggio di zona non implica automaticamente l’attivazione della Dad.
I tamponi salivari
Partirà da metà settembre anche la campagna di tamponi salivari a campione che interesserà ogni mese circa 110 mila studenti delle scuole elementari e medie. Che si trovano nelle cosiddette “scuole sentinella” individuate dalle Regioni. Brusaferro spiega nel documento perché si è scelto di non procedere con i tamponi a tappeto: si sarebbero dovuti fare oltre due milioni di tamponi al mese, “con il rischio di un elevato numero di falsi positivi e di elevati e non giustificate perdite di giorni di scuola”. Si è scelto quindi di intervenire in modo mirato: 55 mila studenti ogni quindici giorni, su base volontaria, a turno classe per classe nelle scuole identificate a livello provinciale.
I tempi
A metà settembre si parte con tamponi somministrati a scuola da personale sanitario (i genitori dovranno firmare il consenso informato per i propri figli, che è volontario e non obbligatorio). Il monitoraggio avrà «carattere di gradualità» con test molecolari su campione salivare come il «lollisponge e il salivette» che non richiedono particolari cure per la conservazione. Sarà la struttura del commissario Figliuolo a distribuire i dispositivi alle Regioni. Dopo una fase di avviamento, da metà novembre o inizio dicembre i test verranno fatti a casa dai genitori: il test effettuato a digiuno appena svegli è più preciso. Saranno gli stessi genitori a portare il campione a scuola. Per ora, non si faranno test ai docenti.
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