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Scuola, Draghi ha deciso! Sanità tra vaccino obbligatorio, licenziamento e stipendio

Il punto sulla scuola e sui vaccini per gli operatori della Sanità.

Per dopo Pasqua il governo Draghi conferma l’intenzione di far tornare gli studenti in classe almeno fino alla prima media. Anche se dei dispositivi annunciati su larga scala, in particolare i tamponi per gli studenti e delle mascherine Fp2, non si parla più.

La decisione è presa: dal 7 aprile torneranno in presenza gli alunni fino a 12 anni pure nelle zone rosse, mentre in quelle arancioni saranno in classe quelli fino alla terza media e delle superiori (con quest’ultimi al 50%).

E potrebbe essere anche prevista l’indicazione che impedisce alle Regioni di emanare misure più restrittive e chiudere le scuole. Lo ha confermato Draghi nella conferenza stampa di venerdì: “Le scelte dei governatori dovranno essere riconsiderate alla luce dell’affermazione del governo che la scuola in presenza è obiettivo primario della politica del governo”.

Il provvedimento (per alcuni da vagliare sul versante costituzionale) lo potremmo trovare nel decreto legge che entrerà in vigore il 7 aprile e che arriverà nel pomeriggio dell’ultimo giorno di marzo sul tavolo del Consiglio dei ministri, dopo la mediazione del premier Mario Draghi tra chi in Consiglio dei Ministri temi una nuova escalation di contagi e chi invece pensa già ad allargare le maglie.

Vaccino obbligatorio per chi opera nella Sanità

La norma più ‘forte’ è sicuramente quella che prevede l’obbligo di vaccinazione per tutto il personale della sanità. In un primo momento – scrive Tecnica della Scuola – si era valutato di disporre l’obbligo solo per i medici che lavorano a contatto con i malati ma l’ipotesi che si sta facendo strada in queste ore è di estendere il provvedimento a chiunque lavori in una struttura sanitaria: medici, infermieri, operatori sociosanitari, dipendenti di Rsa e studi privati.

Per chi rifiuta il vaccino non ci sarà il licenziamento, ma la sospensione dello stipendio per un tempo congruo all’andamento della pandemia.

E quando si raggiungerà l’immunizzazione di massa o si registrerà un calo importante della diffusione del virus, la sanzione dovrebbe essere revocata.

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