Caro papà è vero che la scuola quest’anno finirà a fine giugno?
La scuola infinita.

Si caro, c’è bisogno di recuperare quello che non è stato fatto, di colmare le lacune emerse dalla vostra DAD,
alterna, discontinua, a volte falsa e spesso truccata.
Papà mi spieghi perché dici queste cose? Nonostante la didattica a distanza si sia protratta troppo, risultando a
volte noiosa ed alienante, io ed i miei amici ci siamo sempre collegati, gli insegnanti hanno spiegato tutto quello
che era previsto dal programma ministeriale e tutte le interrogazioni, seppur tra mille problemi di connessione,
sono state svolte.
Vorresti farmi credere che hai seguito le lezioni dal PC, studiando le materie che di volta in volta ti venivano
assegnate, senza trucchi e senza imbrogli?
Certo papà, è andata proprio così, te lo assicuro; sai la pandemia ci è piovuta addosso, non l’ abbiamo certo
voluta noi, né provocata. Sai quanto avrei voluto spegnere quel computer correre in strada per raggiungere i miei
compagni di classe, per salutarli, raccontarci gli ultimi avvenimenti, affrontare i nostri dubbi e vincere tutte le
paure di questo maledetto periodo.
Sai, tu rimanevi in silenzio per non mettermi altri problemi addosso, ma io mi accorgevo di quanto stava
succedendo, il lavoro diminuiva insieme ai tuoi guadagni e le giornate si ripetevano sempre con un sacrificio in
più.
Sì, me ne accorgevo e ci pensavo, ma nel frattempo crescevo, maturando sempre di più.
Per questo ti dico vorrei che la scuola finisca agli inizi di giugno e non alla fine, per potermi preparare per
l’ esame di maturità, per superarlo e, facendoti vedere quello che ho imparato, renderti fiero di me, il tuo caro
figlioletto – un po’ cresciuto – della 5°B.
Firmato il tuo affezionatissimo figlio.




