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Coronavirus, l’epidemia rallenta lievemente. Ora l’attesa è per la riapertura della scuola

Rallenta l’aumento dei nuovi casi settimanali di infezioni da coronavirus in Italia. Tra il 2 e l’8 settembre le regioni hanno rilevato 9.925 nuove positività, contro le 9.023 del periodo dal 26 agosto al 1° settembre. Si tratta di un incremento del 10%, molto più contenuto di quelli osservati nelle settimane precedenti, quando sono stati rispettivamente del 38% (6.546 in assoluto) e del 92% (3.409). Il punto più basso dall’inizio della pandemia comunque è lontano. E’ stato toccato nei 7 giorni dal 24 al 30 giugno, quando i casi in Italia furono 1.362. E’ probabile che si stia iniziando ad esaurire l’effetto rientro dalle ferie e che quindi la circolazione del virus stia rallentando. Adesso i tecnici aspettano di capire quale impatto avrà l’apertura delle scuole il 14 settembre.

Malgrado la circolazione sia tornata a salire, fortunatamente gli effetti sulle persone colpite non sono pesanti come una volta. I nuovi casi, infatti, sono per gran parte asintomatici o pauci-sintomatici. Del resto le persone contagiate hanno prevalentemente 30 o 40 anni, quindi il virus per loro è meno pericoloso. Comunque dal punto di vista dei decessi un peggioramento c’è. Nell’ultima settimana sono aumentati del 56%. Sono stati infatti oltre dieci al giorno, cioè 72, contro i 46 della settimana precedente e i 40 di quella ancora prima. Hanno avuto invece il trend contrario i ricoveri in terapia intensiva. Ieri erano 143, sono cioè aumentati di 36 in una settimana. Quella precedente l’incremento era stato di 41 e quella prima ancora di 8.

Va considerato, se si osservano questi dati, che si parla di aumento o diminuzione di presenze nelle rianimazioni e non di accessi. Questi numeri non dicono quanti nuovi pazienti sono effettivamente entrati in rianimazione perché contemporaneamente ci sono state dimissioni. Rivelano solo quale sia l’occupazione delle strutture sanitarie.

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