Cronaca

Scuola, tre studenti fermati all’ingresso dal bidello: “In classe non si entra con i jeans strappati”

Tre studenti della scuola alberghiera Stringher di Udine sono stati fermati all’ingresso da un collaboratore scolastico che ha impedito loro di accedere all’istituto. Il motivo, secondo quanto riporta Il Messaggero Veneto, sarebbe l’outfit scelto dai tre ragazzi, due maschi e una femmina, che indossavano jeans con vistosi strappi all’altezza delle ginocchia.

Il bidello, dopo aver bloccato i tre studenti in ottemperanza al nuovo regolamento d’Istituto, ha avvertito gli insegnanti che avevano il turno di sorveglianza. Il quotidiano locale riferisce che il bidello, il giorno prima, aveva comunicato agli studenti la decisione dei vertici dell’istituto sul nuovo dress code autorizzato: niente pantaloni strappati.

Per consentire agli studenti di adeguarsi, però, la dirigenza ha mostrato tolleranza almeno per il primo giorno di applicazione. Qualche telefonata, infatti, aveva risolto casi analoghi.

La scuola: “Abbigliamento consono vuol dire rispetto di sé e degli altri”

“La nostra richiesta – spiega al Messaggero Paolo Morandini, collaboratore del DS – è che l’abbigliamento sia consono al contesto in cui si trovano. Presentarsi bene significa avere rispetto prima di tutto di sé stessi e poi degli altri che ci circondano”.

Risale a qualche tempo fa il caso di Scampia, dove una DS  ha vietato l’ingresso a scuola ad un alunno con le treccine. La vicenda aveva scatenato un’ondata di polemiche, sulla quale era intervenuto anche il governatore della regione Campania, Vincenzo De Luca. “Io sono del partito della buona educazione – aveva dichiarato – è un partito sempre moderno anche se ci sono settori dell’opinione pubblica che ritengono sia una cosa antica, da superare. Si va a scuola rispettando i docenti e l’istituzione, non si va a scuola vestiti da carnevale”.

“Anche se io – aveva concluso De Luca – la sanzione l’avrei data ai genitori del ragazzo, non al ragazzo che può avere anche qualche fantasia. A volte i padri sono più fessi dei figli e ormai in Italia si è perduto da decenni il principio di autorità”.

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