Eutanasia, compagna choc di Pro Life: “Alessandro, bullizzato, potrà farsi uccidere”

Eutanasia. Parte una campagna nazionale choc contro l’eutanasia e il suicidio assistito organizzata dalle associazioni pro life, con affissioni di manifesti-denuncia a Roma e Milano e poi in altre città italiane: “Marta, 24 anni, anoressica, potrà farsi uccidere. E se fosse tua sorella? Alessandro, 18 anni, bullizzato. Potrà farsi uccidere. E se fosse tuo figlio? Maria, 70 anni, ha un tumore. Potrà farsi uccidere. E se fosse tua nonna? Lucia, 45 anni, disabile. Potrà farsi uccidere e se fosse tua mamma? #noeutanasia”, sono i testi sui manifesti.
Eutanasia, le opinioni
“Questo – dicono Toni Brandi e Jacopo Coghe (presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia e del Congresso Mondiale delle Famiglie) – è quanto potrebbe accadere se la nascente maggioranza legiferasse in materia di eutanasia e suicidio assistito. O anche se la Consulta, rendendo incostituzionale l’articolo 580 c.p. introducesse il 24 settembre surrettiziamente il suicidio assistito in Italia”.
“Il rischio che il nuovo esecutivo rosso-giallo calpesti il diritto alla vita e all’autentica autodeterminazione è molto alto. Ad essere esposti saranno i più deboli come anziani, malati, giovani. E proprio ieri il Papa ha condannato questa pratica che si ‘basa su una visione utilitaristica della persona che diventa inutile o può essere equiparata a un costo’. Il suicidio assistito quindi rappresenterebbe un pericolo per tutti: le nostre nonne, le nostre mamme, i nostri padri e i nostri figli”, proseguono Brandi e Coghe. Sempre oggi è stato lanciato anche un video choc firmato ProVita e Famiglia “che mette in guardia dalle derive possibili in caso di fine vita autorizzato dallo Stato, perché noi vogliamo eliminare la sofferenza e non il sofferente”.
“Con questa campagna denunciamo che legalizzando eutanasia e suicidio assistito – proseguono i due organizzatori del Congresso Mondiale delle Famiglie – qualcuno stabilirà chi avrà il diritto di vivere o piuttosto il dovere di morire: chi? E quanto sarò davvero libero di decidere e quanto condizionato dalla odierna ‘cultura dello scarto’ che mette al centro il profitto anziché i diritti umani?
Quale reale autonomia avrò se una generazione di medici sarà formata per dare la morte anziché curare e accompagnare la vita? Il divieto di uccidere deve restare una garanzia per tutti. Il nuovo governo investa piuttosto in cure palliative e in strutture di assistenza contro le molteplici forme di dolore, permettendo a ciascuno di noi di vivere fino alla fine, senza soffrire, in autentica e piena dignità”, concludono Brandi e Coghe. La campagna durerà un mese. Pro Vita & Famiglia parteciperà poi, come unica associazione italiana, alla Conferenza Internazionale sull’eutanasia e il suicidio assistito che si terrà a Roma il 20 settembre e che prevede una conferenza stampa alle ore 11.
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