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Priorità alla Scuola scrive una lettera a Bianchi: “Scuole aperte e basta classi pollaio”

Il movimento scrive una lettera al ministro dell'Istruzione e chiede di eleminare l'Invalsi

Il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi è sommerso dalle richieste. Il mondo della scuola è in subbuglio e tante sono le esigenze. Genitori, insegnanti,  gli studenti, con i sindacati del comitato “Priorità alla scuola” (in diecimila quando si connettono per le assemblee) si rivolgono al neoministro all’Istruzione con una lunga lettera aperta che sta raccogliendo firme via social. “Caro ministro, ecco le nostre priorità…”.

LA SCUOLA DEVE RESTARE APERTA

“Sentiamo parlare di ipotesi di nuova chiusura delle scuole – si legge nella lettera – cosa che peraltro già sta avvenendo a macchia di leopardo nel Paese, indipendentemente dal colore in cui si trova la regione e dalle sentenze dei Tar regionali.

È opportuno invece anticipare la vaccinazione dei docenti e del personale scolastico – si legge nella lettera – Da lei ci aspettiamo la difesa dell’apertura delle scuole, che siano le ultime a chiudere, solo in caso di lockdown totale e che pensi a riportare le scuole superiori al 100% in presenza prima che questo anno scolastico termini, anche perché bambini e ragazzi hanno già subito fin troppi danni psicofisici”.

ORA BASTA CLASSI POLLAIO

La proposta di “Priorità alla scuola” (la lettera integrale) è di portare il tetto massimo di alunni per classe a 20. “Classi meno numerose, accompagnate da un piano di assunzioni e stabilizzazione del precariato, sono il primo strumento di riforma: ciò che garantirà una scuola in presenza, in sicurezza e in continuità; ciò che permetterà di mettere le tecnologie al servizio della didattica e non viceversa”.

ELIMINARE L’INVALSI

“E’ una battaglia che si trascina da tempo e che divide il mondo dei docenti e dei dirigenti scolastici: da una parte la necessità di valutare gli apprendimenti (e in questo momento cosa hanno perduto gli studenti a causa della pandemia), dall’altra gli strumenti per farlo. Uno dei passaggi della lettera riguarda il sistema di valutazione del sistema di istruzione: “Questi due anni scolastici a dir poco travagliati dovrebbero essere presi come l’occasione per eliminare il sistema Invalsi”.

Infine, “la progressiva trasformazione in senso aziendalistico-gestionale” della scuola. Una questione che si è riaccesa. “Noi crediamo che la scuola del futuro non debba essere pensata in termini aziendalistic. Bensì definita e regolata dalla sua natura. Disegnata dalla nostra Costituzione: la scuola è una istituzione pubblica che deve istruire. I compito prioritario  è quello di preparare i giovani a rispondere alle richieste del mondo del lavoro, dell’economia e della finanza”.

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