{"id":98394,"date":"2023-03-25T22:26:33","date_gmt":"2023-03-25T21:26:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=98394"},"modified":"2023-03-25T22:26:33","modified_gmt":"2023-03-25T21:26:33","slug":"universita-la-sapienza-uno-sguardo-libero-alluomo-e-alla-societa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2023\/03\/25\/universita-la-sapienza-uno-sguardo-libero-alluomo-e-alla-societa\/","title":{"rendered":"Universit\u00e0 La Sapienza. Uno sguardo libero all&#8217;uomo e alla societ\u00e0"},"content":{"rendered":"<h1>Universit\u00e0 La Sapienza. Uno sguardo libero all&#8217;uomo e alla societ\u00e0<\/h1>\n<p>Innanzitutto ringrazio per l\u2019invito a questo incontro, in una sede cos\u00ec prestigiosa e cos\u00ec significativa<br \/>\nper l\u2019Italia, la sua storia, la sua cultura. Una storia, quella dell\u2019Universit\u00e0 La Sapienza, che affonda le<br \/>\nsue radici nel Medioevo e che, attraverso i secoli, \u00e8 arrivata sino a noi. Mi sia consentito, poi, in<br \/>\nquesti giorni, a poca distanza dall\u2019anniversario della strage di via Fani, il ricordo di Aldo Moro che<br \/>\nproprio in questa Universit\u00e0 ha lavorato per e con i giovani.<\/p>\n<p>Trovo il titolo dell\u2019evento molto bello e illuminante: uno sguardo libero all\u2019uomo e alla<br \/>\nsociet\u00e0. Credo che esso sia uno dei titoli pi\u00f9 belli assegnati agli eventi a cui, negli ultimi anni, ho<br \/>\navuto l\u2019onore di partecipare. Questo titolo, infatti, rappresenta per me un grido, un bisogno di una<br \/>\nvia di fuga da un pensiero e da una mentalit\u00e0 dominante che non danno per nulla una prospettiva<br \/>\nliberante.<\/p>\n<p>Purtroppo, infatti, noi lo sappiamo, spesso non compiamo scelte libere ma, nella maggior<br \/>\nparte dei casi, ci adeguiamo alla mentalit\u00e0 e alla visione comune, alla notizia che fa ascolti:<br \/>\ninsomma, \u00e8 come se fossimo tutti succubi di una ideologia. Pensiamo alla scuola che in Italia non \u00e8<br \/>\nlibera: ci illudiamo che lo sia, ce lo fanno credere. Infatti, sino a quando i genitori non potranno<br \/>\nscegliere liberamente, ossia senza alcun vincolo economico la scuola che ritengono pi\u00f9 conforme ai<br \/>\npropri principi, la scuola non sar\u00e0 libera. Chi si accontenta, infatti, non \u00e8 libero. Cos\u00ec come non sono<br \/>\nliberi i docenti di insegnare dove vogliono: se insegnano in una scuola pubblica paritaria, devono<br \/>\naccontentarsi di uno stipendio inferiore rispetto a quello dei colleghi della scuola pubblica statale.<\/p>\n<p>A monte, tuttavia, dovremmo capire il vero significato della parola libert\u00e0. Cosa \u00e8 la libert\u00e0? La mia<br \/>\nrisposta \u00e8 quella fornita dal Catechismo della Chiesa Cattolica: La libert\u00e0 \u00e8 il potere, radicato nella<br \/>\nragione e nella volont\u00e0, di agire o di non agire, di fare questo o quello, di porre cos\u00ec da se stessi<br \/>\nazioni deliberate. Grazie al libero arbitrio ciascuno dispone di s\u00e9. La libert\u00e0 \u00e8 nell&#8217;uomo una forza di<br \/>\ncrescita e di maturazione nella verit\u00e0 e nella bont\u00e0.<\/p>\n<p>La libert\u00e0 raggiunge la sua perfezione quando \u00e8 ordinata a Dio, nostra beatitudine (CCC, 1731), ancora: Quanto pi\u00f9 si fa il bene, tanto pi\u00f9 si diventa liberi. Non c&#8217;\u00e8 vera libert\u00e0 se non al servizio del bene e della giustizia (CCC, 1733). Un chiarimento previo che ritengo doveroso e rispettoso per me e per voi che mi ascoltate: il mio essere una religiosa \u00e8 frutto di un cammino che mi ha portato ad una scelta consapevole e meditata.<\/p>\n<p>Il fatto che per me la parola libert\u00e0 significhi quello che il Catechismo esprime non \u00e8 frutto automatico del<br \/>\nmio essere una religiosa ma \u00e8 conseguenza di una riflessione e di un continuo approfondimento.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 per me doveroso che ognuno espliciti e dichiari la propria visione di fondo: senza imporla ma<br \/>\nsemplicemente presentandola come propria e interiorizzata. La libert\u00e0, pertanto, per me, implica<br \/>\nragione e volont\u00e0, soprattutto, implica un servizio e una maturazione verso qualcosa di positivo. La<br \/>\nvera libert\u00e0, pertanto, comporta, necessariamente, una responsabilit\u00e0 nei confronti di se stessi e<br \/>\ndella collettivit\u00e0. Francamente, se l\u2019uomo, nel corso dei secoli, avesse seguito questo pensiero,<br \/>\navrebbe risparmiato a s\u00e9 e ai propri simili le tragedie di cui, al contrario, \u00e8 stato protagonista.<\/p>\n<p>Ancora, per me la libert\u00e0 \u00e8 la facolt\u00e0 che l\u2019uomo ha di scegliere consapevolmente. Detto in altro<br \/>\nmodo la libert\u00e0 implica la conoscenza. Se cos\u00ec non fosse, la libert\u00e0 si tradurrebbe in una sconfinata<br \/>\ngamma di scelte tutte poste sullo stesso piano tra le quali l\u2019uomo sceglie sulla base del nulla o,<br \/>\nmeglio, del proprio desiderio di affermarsi a scapito degli altri. Si cadrebbe pertanto in quel<br \/>\nrelativismo che \u00e8 una delle tante ideologie del nostro tempo. Avere un\u2019idea precisa, chiara, definita<br \/>\nnon \u00e8 uno sbaglio: si cade, invece, nell\u2019errore, quando si vuole imporre la propria idea agli altri.<\/p>\n<p>Spesso si confonde l\u2019assoluto con l\u2019assolutismo, ma si tratta di due concetti diversi. E\u2019 esattamente<br \/>\nla stessa cosa che capita quando non si distingue fra idea e ideologia: l\u2019una \u00e8 frutto di un pensiero<br \/>\nlibero e liberante, l\u2019altra \u00e8 causa di imposizione. Cosa \u00e8 subentrato nella nostra societ\u00e0? La paura<br \/>\ndell\u2019idea in nome dell\u2019ideologia, la paura dell\u2019assoluto in nome dell\u2019assolutismo. E il politicamente<br \/>\ncorretto ha fatto il resto. Il risultato \u00e8 la societ\u00e0 liquida: va bene tutto, purch\u00e8 nessuno si senta<br \/>\ndiscriminato. Ma difendere un valore non vuol dire discriminare, anzi!<\/p>\n<p>Avere uno sguardo libero sull\u2019uomo e sulla societ\u00e0 significa allora liberarsi da tutte le sovrastrutture<br \/>\ndi pensiero e di interpretazione della realt\u00e0 che ci circondano e avere il coraggio di andare a fondo<br \/>\ndella notizia, del problema, senza limitarsi a quello che ci viene comunicato. Credo che la prima<br \/>\nforma di oppressione da cui dobbiamo liberarci sia il potere dei social, dei vari mezzi di<br \/>\ninformazione e capire come quella stessa notizia possa essere presentata a seconda delle diverse<br \/>\nimpostazioni di pensiero. Presentiamo, invece, i fatti cos\u00ec come sono avvenuti, senza letture o<br \/>\ninterpretazioni sottese: saranno poi i cittadini a farsi un\u2019idea sulla base delle loro conoscenze e del<br \/>\nloro modo di interpretare la realt\u00e0. E\u2019 un po\u2019 quello che avviene nella scuola: \u00e8 chiaro che ognuno di<br \/>\nnoi ha una propria visione del mondo e della vita. Ma questa visione non deve essere imposta.<\/p>\n<p>Il docente di qualsiasi materia deve presentare i diversi contenuti con obiettivit\u00e0, sicuramente<br \/>\nesternando, se lo desidera, la propria opinione e la propria visione ma senza tentare di imporla ai<br \/>\ndiscenti che saranno cos\u00ec posti nelle condizioni di sviluppare una propria visione. Solo cos\u00ec si<br \/>\ncostruisce lo spirito critico, non pretendendo che lo spirito critico consista, paradossalmente, nell\u2019<br \/>\navere la stessa visione del docente. A volte mi domando quale sia il pensiero che caratterizza la<br \/>\nnostra societ\u00e0, quale sia la visione che l\u2019uomo di oggi ha e d\u00e0 di se stesso, in quale idea l\u2019uomo trovi<br \/>\nun comune denominatore. Mi rendo conto che, purtroppo, \u00e8 ormai impossibile trovare un<br \/>\ndenominatore comune.<\/p>\n<p>Si dice, infatti, che la nostra societ\u00e0 sia caratterizzata dal relativismo: nulla ha valore in s\u00e9, nulla \u00e8 in grado di dare una ragione alle nostre vite. Venuta meno la fiducia nelle tre agenzie educative tradizionali (famiglia, scuola, Chiesa), i valori da esse trasmessi sono stati posti a processo e spesso condannati senza appello.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 il relativismo condurre l\u2019umanit\u00e0 al bene, ossia a qualcosa che \u00e8 percepito come bello, positivo, costruttivo, capace di generare altro bene, inteso secondo il dettame della legge naturale, inscritta nel cuore dell\u2019uomo? Evidentemente no.<\/p>\n<p>L\u2019uomo nasce con una tensione verso il bene: certo, come donna di fede, credo che questa legge naturale<br \/>\nsia \u201cla luce dell\u2019intelligenza infusa in noi da Dio nella creazione, nei Dieci Comandamenti e in Cristo,<br \/>\nnuovo Mos\u00e8\u201d come scrisse San Giovanni Paolo II nella Redemptor hominis, l\u2019enciclica inaugurale del<br \/>\nsuo pontificato. Al contrario, il relativismo \u00e8 nemico di qualsiasi progetto educativo. Un progetto<br \/>\neducativo che tale voglia essere realmente deve guardare alla globalit\u00e0 della persona umana. Allora<br \/>\nritorna l\u2019idea che uno sguardo libero sulla realt\u00e0 presuppone l\u2019interesse per la formazione dei<br \/>\ngiovani perch\u00e9 abbiano tutti gli strumenti per conoscere, pensare, decidere. Giocoforza scuola e<br \/>\nlibert\u00e0 sono legate a filo doppio.<\/p>\n<p>Come dicevo in apertura, mi occupo di scuola, una istituzione che \u00e8 lo specchio della societ\u00e0. E\u2019 per<br \/>\nquesto che la scuola deve recuperare il proprio ruolo di istituzione in cui la cultura viene elaborata,<br \/>\nin cui la conoscenza, quella vera, quella che \u00e8 in grado di tenere assieme passato e presente e, al<br \/>\ncontempo, guarda al futuro, diventa il primo obiettivo da perseguire. La scuola deve essere luogo<br \/>\ndella promozione della persona dello studente. Anche la scuola, purtroppo, lo sappiamo, ha<br \/>\ncontribuito a ghettizzare: la scuola statale per i poveri, la scuola privata per i ricchi. Ancora: la<br \/>\nsezione A per i figli degli assessori, la sezione C per i figli di nessuno. Il mondo della scuola, in tutte<br \/>\nle sue componenti, deve riconoscere le proprie responsabilit\u00e0 storiche.<\/p>\n<p>Come sapete, da anni mi batto per la libert\u00e0 di scelta educativa, perch\u00e9 anche in Italia sia<br \/>\nriconosciuto nei fatti ai genitori il diritto di scegliere la scuola per il proprio figlio. Liberamente vuol<br \/>\ndire a costo zero. E\u2019 la battaglia delle battaglie nel campo della libert\u00e0: la prima libert\u00e0 che deve<br \/>\nessere riconosciuta \u00e8 quella dell\u2019istruzione e dell\u2019educazione. Concepire lo Stato come unico<br \/>\neducatore \u00e8 l\u2019idea pi\u00f9 antiliberale possibile. E affermare tutto questo alla Sapienza assume per me<br \/>\nun valore formidabile. Ritengo che la scuola, oggi pi\u00f9 che mai, debba ricoprire un ruolo<br \/>\nfondamentale nella costruzione di una visione di libert\u00e0, in tutti i campi, del sapere, dell\u2019economia,<br \/>\ndella politica. Ma fino a quando noi adulti non saremo in grado di staccarci da tutto ci\u00f2 che di<br \/>\nlibert\u00e0 ha solo la parvenza non potremo offrire una proposta credibile e continueremo a pascerci di<br \/>\nun\u2019illusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Sr Anna Monia Alfieri<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Universit\u00e0 La Sapienza. 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