{"id":98263,"date":"2023-02-28T18:51:54","date_gmt":"2023-02-28T17:51:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=98263"},"modified":"2023-02-28T18:51:54","modified_gmt":"2023-02-28T17:51:54","slug":"una-scuola-libera-suor-anna-monia-alfieri-scrive-alla-preside-di-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2023\/02\/28\/una-scuola-libera-suor-anna-monia-alfieri-scrive-alla-preside-di-firenze\/","title":{"rendered":"&#8220;Una scuola libera&#8221;. Suor Anna Monia Alfieri scrive alla preside di Firenze"},"content":{"rendered":"<h1>&#8220;Una scuola libera&#8221;. Suor Anna Monia Alfieri scrive alla preside di Firenze<\/h1>\n<p>Pubblichiamo la lettera aperta inviata da suor Anna Monia Alfieri alla preside Annalisa Savino, dirigente del liceo scientifico Leonardo da Vinci di Firenze.<\/p>\n<p><em>Carissima Preside,<\/em><\/p>\n<p><em>innanzitutto un saluto cordiale, sperando che questa mia la trovi bene. Mi permetto di scriverle, perch\u00e9 sono <\/em><\/p>\n<p><em>preoccupata da quanto sta accadendo ultimamente in Italia. Sono una religiosa, appartengo ad una <\/em><\/p>\n<p><em>Congregazione il cui Fondatore, circa a met\u00e0 Ottocento, ha pensato di rinnovare la societ\u00e0 attraverso <\/em><\/p>\n<p><em>l\u2019educazione della donna. Intuizione straordinaria che si concretizza ancora oggi, attraverso scuole e altre realt\u00e0 <\/em><\/p>\n<p><em>educative presenti su tutto il territorio nazionale e non solo. \u00a0La mia scelta di vita consacrata mi ha portato, <\/em><\/p>\n<p><em>conseguentemente, a dedicarmi ai giovani, agli studenti, ai loro genitori, ai docenti, alla scuola. Ecco perch\u00e9 ho <\/em><\/p>\n<p><em>deciso di scriverLe, con umilt\u00e0 e con garbo, proprio come avrei scritto ad uno dei Presidi delle scuole gestite <\/em><\/p>\n<p><em>dall\u2019Ente di cui sono la Legale Rappresentante. Come dicevo, scrivo perch\u00e9 mossa da una preoccupazione: le <\/em><\/p>\n<p><em>polemiche, la violenza fisica, i tafferugli suscitano in me echi tristi e drammatici di un passato nel quale tanti <\/em><\/p>\n<p><em>giovani hanno perso la vita in nome dell\u2019ideologia, anarchica, comunista o fascista.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando Lei ha deciso di scrivere ai suoi studenti, immagino e spero che intendesse rivolgersi loro senza muovere <\/em><\/p>\n<p><em>alcun attacco allo Stato Italiano, al Governo legittimamente eletto, alle persone dei Ministri. Probabilmente il suo <\/em><\/p>\n<p><em>scritto \u00e8 stato frainteso sia da chi si \u00e8 sentito dare del fascista sia da chi si \u00e8 sentito assolto in quanto comunista.<\/em><\/p>\n<p><em>Non ho intravisto nel suo scritto una lettura ideologica n\u00e9 tanto meno un invito ai ragazzi che hanno picchiato i loro compagni dei collettivi di destra a fare peggio per scongiurare il pericolo fascista che nessuno di noi intravede.<\/em><\/p>\n<p><em>Lei, da Preside esperta, credo intendesse sedare gli animi degli studenti, tutti, insegnando che le idee non si affermano con la violenza, tutt\u2019altro. Ogni forma di ideologia ha procurato morte, distruzione materiale e spirituale. Superfluo ricordare che tutti i nostri politici di destra hanno preso le distanze dal fascismo, come i nostri politici di sinistra hanno preso le distanze dal comunismo. Stesse colpe, stessi torti che occorre riconoscere, deprecare, denunciare. Sono certa che l\u2019intenzione del suo scritto fosse proprio questa, anche se devo riconoscere che non \u00e8 stato facile comprenderla pienamente e non leggere la lettera come un\u2019accusa al Governo di essere fascista. Non sarebbe un comportamento degno di un Dirigente Scolastico, peraltro un Pubblico ufficiale.<\/em><\/p>\n<p><em>Carissima Preside, davanti a certe immagini di violenza, si radica sempre pi\u00f9 in me il sogno di una scuola che sia davvero libera e liberata dalla politica partitica, dall\u2019imposizione di un\u2019ideologia, dai docenti che presentano visioni parziali ai loro allievi. La politica, diceva San Paolo VI, figlio di un deputato antifascista, \u00e8 la pi\u00f9 alta forma della carit\u00e0: quanto sarebbe bello se i nostri giovani fossero portati a conoscere quei fulgidi esempi di uomini e di donne che si sono dati alla politica per voler dare libert\u00e0 ai loro concittadini: Aldo Moro, Enrico Berlinguer, Giuseppe Dossetti, Tina Anselmi, Nilde Iotti. Spesso, Preside carissima, converr\u00e0 con me che a scuola si parla di politica come contrapposizione, destra e sinistra allo scontro, si compiono azioni di proselitismo, indottrinamento e, chiss\u00e0, forse si discriminano gli studenti che la pensano in modo diverso. Viene, cosi, svilita la figura del docente che si fa forza del proprio ruolo.<\/em><\/p>\n<p><em>Invito Lei e tutti i suoi colleghi Presidi a verificare che la libert\u00e0 di espressione dei docenti non si tramuti in indirizzi di pensiero imposti agli studenti bens\u00ec sia strumento dato loro per aiutarli ad orientarsi. Non so se nella scuola italiana tutto ci\u00f2 avviene. Mi auguro di s\u00ec. Forse i tempi sono cambiati rispetto a quando ero una studentessa. Ricordo le lezioni meravigliose del docente di Lettere, tanto che portai Italiano alla Maturit\u00e0 (allora si chiamava cos\u00ec) ma ricordo anche le sue considerazioni politiche personali di sinistra. E purtroppo, se nei temi, esprimevo considerazioni personali lontane dalla sua visione, ahim\u00e8, il voto era gravemente insufficiente. Decisi allora di scegliere tracce meno pericolose: una bella analisi del testo poetico era certamente la via pi\u00f9 sicura. Sull\u2019onda di tutto questo, si \u00e8 radicata in me la convinzione che la scuola italiana deve essere libera, che non pu\u00f2 esserci solo la scuola pubblica statale ma anche la scuola pubblica paritaria. Non a caso la Legge 62\/2000 che ha istituito il sistema pubblico dell\u2019Istruzione, fatto dalla scuola pubblica statale e dalla scuola pubblica paritaria, porta la firma di Berlinguer, Luigi, non Enrico, certo, ma sempre un comunista, un comunista vero, aggiungo. Il rischio \u00e8, infatti, il monopolio educativo anticamera sempre del regime. Mi sono sempre chiesta come possa un docente imporre la propria idea su giovani studenti, ricorrendo ad un vero abuso del proprio potere. Sicuramente Lei, Preside, non avr\u00e0 mai compiuto simili atti e li avr\u00e0 prevenuti nel suo corpo docenti. Allo stesso modo curer\u00e0 che nelle programmazioni di Letteratura italiana autori come Dante, Tasso e Manzoni godano del posto che meritano e non siano considerati dei reietti per far posto a visioni pi\u00f9 moderne, al passo con i tempi.<\/em><\/p>\n<p><em>Sono convinta che i fatti accaduti nella sua citt\u00e0 possono essere un\u2019occasione d\u2019oro per liberare le nostre Scuole, le nostre Universit\u00e0 da letture distorte, ideologiche e del tutto personali. Le chiedo: possiamo noi educatori avvallare l\u2019ideologia, avvallare la visione parziale e non veritiera? Possiamo avallare la violenza e giustificarla? Possiamo fomentarla? La risposta \u00e8 NO: non debemus, non possumus, non volumus. Sogno un paese libero, cittadini capaci di rispettare le Istituzioni, di non servirsi del proprio ruolo, della realt\u00e0 che dovrebbero servire per alimentare le guerriglie a suono di like o di firme raccolte.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Carissima Preside,<\/em><\/p>\n<p><em>abbiamo bisogno di educatori, abbiamo bisogno di docenti in possesso di cultura, quella vera, quella che presenta un periodo storico, il pensiero di un filosofo, un argomento di etica in modo obiettivo, avendo il coraggio di dire la propria opinione senza imporla, senza discriminare, senza dileggiare. Questa \u00e8 la scuola di cui l\u2019Italia ha bisogno. Diversamente continuer\u00e0 l\u2019imposizione che genera desiderio di rivalsa, odio, sopraffazione. Collaboriamo perch\u00e9 la scuola torni ad essere laboratorio e fucina di idee, nel rispetto delle visioni di ciascuno. Questo \u00e8 il compito della scuola, da sempre. Chi l\u2019ha fatta diventare mezzo di diffusione dell\u2019idea dominante l\u2019ha corrotta e resa meschinamente supina. Evitiamo di ricadere negli stessi errori del passato.<\/em><\/p>\n<p><em>Non le sottraggo altro tempo che so essere prezioso.<\/em><\/p>\n<p><em>Un saluto cordiale con gli auguri di buon lavoro,<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">sr Anna Monia Alfieri<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Una scuola libera&#8221;. Suor Anna Monia Alfieri scrive alla preside di Firenze Pubblichiamo la lettera aperta inviata da suor Anna Monia Alfieri alla preside Annalisa Savino, dirigente del liceo scientifico Leonardo da Vinci di Firenze. Carissima Preside, innanzitutto un saluto cordiale, sperando che questa mia la trovi bene. 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