{"id":97377,"date":"2022-05-17T12:34:12","date_gmt":"2022-05-17T10:34:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=97377"},"modified":"2022-05-17T12:34:12","modified_gmt":"2022-05-17T10:34:12","slug":"inefficaci-e-autoritarie-le-scelte-del-decreto-legge-36-2022","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2022\/05\/17\/inefficaci-e-autoritarie-le-scelte-del-decreto-legge-36-2022\/","title":{"rendered":"Inefficaci e autoritarie le scelte del decreto legge 36\/2022. Bianchi sotto accusa da AIMC \u2013 CIDI \u2013 MCE \u2013 PROTEO FARE SAPERE"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: center;\">Inefficaci e autoritarie le scelte del decreto legge 36\/2022<\/h4>\n<p>Il decreto legge n. 36\/2022 al Capo VIII prevede, in particolare all\u2019art.44, alcuni<br \/>\ninterventi del PNRR per la Misura 4, che introducono rilevanti novit\u00e0 sulla questione<br \/>\nformazione iniziale, reclutamento e formazione continua del personale della scuola.<br \/>\nSull\u2019insieme di tali questioni, decisive per la qualit\u00e0 del sistema di istruzione, il<br \/>\nGoverno ed il Ministro non hanno ritenuto di avviare alcun confronto con le OO.SS e<br \/>\ncon le associazioni professionali, smentendo clamorosamente gli impegni sottoscritti<br \/>\nnel \u201cPatto per il lavoro\u201d del maggio 2021.<\/p>\n<h5>FORMAZIONE INIZIALE<\/h5>\n<p>Abbandonate le SSIS (prima sostituite da un corso-concorso mai realizzato, poi dal<br \/>\nmercato dei 24 CFU), oggi il decreto introduce un percorso di formazione iniziale per<br \/>\nl\u2019abilitazione all\u2019insegnamento nella scuola secondaria che prevede l\u2019acquisizione di<br \/>\n60 CFU, di cui 20 di tirocinio diretto e indiretto e un esame finale con una prova scritta<br \/>\ne una lezione simulata.<\/p>\n<p>I CFU potranno essere acquisiti durante tutto il percorso di laurea disciplinare in<br \/>\n\u201ccentri\u201d che saranno \u201cindividuati\u201d dalle Universit\u00e0. Il rischio che tutto ci\u00f2 configuri di<br \/>\nfatto un nuovo mercato dei CFU \u00e8 molto alto e va scongiurato.<\/p>\n<p>La formazione alle competenze per insegnare deve necessariamente prevedere una fase<br \/>\ncogestita da universit\u00e0 e scuola per permettere a ogni studente di vivere e sperimentare<br \/>\nattivit\u00e0 di tirocinio e di laboratori didattici, essenziali per apprendere i saperi e le<br \/>\npratiche dell\u2019insegnamento.<\/p>\n<p>Non si riconosce ancora una volta per la scuola secondaria, e la diversa possibile<br \/>\nprovenienza di tipologia di laurea, la necessit\u00e0 di un percorso e un tempo unicamente<br \/>\ndedicato all\u2019abilitazione, caratterizzato da una inevitabile flessibilit\u00e0 e<br \/>\npersonalizzazione pianificata da un\u2019azione di tutoraggio.<\/p>\n<p>Si sceglie invece una logica cumulativa di CFU, scelti \u00e0 la carte, con evidente<br \/>\nproliferazione del mercato dei CFU on line, a partire dal primo anno di universit\u00e0, che<br \/>\ncompromette radicalmente la possibilit\u00e0 di attivare un circolo virtuoso didatticaricerca-didattica e sviluppare nel futuro insegnante consapevolezza del compito, sperimentalit\u00e0, riflessivit\u00e0.<\/p>\n<p>Non \u00e8 questa la strada: la capacit\u00e0 di gestione di una classe (prendendosi cura di<br \/>\ntutte le problematiche connesse all&#8217;apprendimento), l\u2019attivazione di una<br \/>\npedagogia differenziata (per garantire il successo formativo di ognuno-a), la<br \/>\ngestione del proprio ruolo nella complessit\u00e0 dell\u2019organizzazione scolastica, non \u00e8<br \/>\nil premio previsto una volta completato l\u2019album dei crediti formativi.<\/p>\n<h5>RECLUTAMENTO<\/h5>\n<p>\u00c8 sicuramente positiva la previsione di concorsi annuali su base regionale e<br \/>\ninterregionale, ma verificato in questi mesi il carico di nozionismo inutile e<br \/>\ndequalificante di una prova con test a risposta chiusa, riteniamo necessario passare<br \/>\nimmediatamente, senza attendere il 2024 come invece previsto, ai quesiti a risposta<br \/>\naperta, abbandonando i quesiti strutturati a risposta multipla.<\/p>\n<h5>FORMAZIONE IN SERVIZIO E SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE<\/h5>\n<p>Il decreto introduce percorsi triennali di formazione in servizio, facoltativi e incentivati<br \/>\nse l\u2019insegnante a fine percorso riceve una valutazione positiva.<\/p>\n<p>Il modello formativo proposto \u00e8 quello individuale, che riconduce ad una concezione<br \/>\noramai decisamente superata dell\u2019insegnamento.<\/p>\n<p>La formazione continua deve essere pensata e prospettata come interna e costitutiva<br \/>\ndel profilo professionale e quindi essere pratica riconosciuta e valorizzata da tutti gli<br \/>\ninsegnanti in servizio. I risultati della formazione (individuale ma in percorsi e progetti<br \/>\ncollegiali) devono essere valutati in riferimento ai processi di miglioramento<br \/>\ndell\u2019insegnamento\/apprendimento nel contesto scolastico.<\/p>\n<p>La scuola deve essere riconosciuta come sede di ricerca, sperimentazione e<br \/>\naggiornamento come affermato da pi\u00f9 di vent&#8217;anni dalla legge sull&#8217;autonomia.<br \/>\nPurtroppo, nessun riferimento viene fatto nel decreto alla necessit\u00e0 di percorsi che, a<br \/>\npartire dai collegi dei docenti, dai dipartimenti disciplinari, dai consigli di classe,<br \/>\ncoinvolgano il mondo dell\u2019Universit\u00e0 e dell\u2019Associazionismo professionale, gli unici<br \/>\nin grado di sostenere nel tempo le comunit\u00e0 professionali per metterle in grado di<br \/>\npromuovere un approccio socio-costruttivo, di ricerca, didattiche inclusive come<br \/>\nrichiesto negli stessi documenti ministeriali.<\/p>\n<p>Sono certamente necessarie strutture funzionali che partano dalla dimensione della<br \/>\nsingola unit\u00e0 scolastica fino a quella nazionale, intersecando eventualmente centri<br \/>\nterritoriali di coordinamento. Ma questo livello nazionale deve essere il punto di arrivo<br \/>\ndelle esperienze di formazione territoriali, di loro validazione e diffusione, non il punto<br \/>\ndi partenza di una formazione gerarchizzata e centralizzata, come appare configurarsi<br \/>\nla Scuola di Alta Formazione prevista dal decreto.<\/p>\n<p>Infine, riteniamo che nessuna emergenza, pu\u00f2 giustificare l\u2019assunzione di un metodo<br \/>\nverticistico e autoritario nel decidere il futuro della scuola.<\/p>\n<p>La formazione e il reclutamento sono priorit\u00e0 strategiche per la Scuola e il Paese.<br \/>\nCon il nuovo sistema di formazione iniziale e in servizio degli insegnanti si sta<br \/>\nscegliendo quale sar\u00e0 il futuro della nostra Scuola e la qualit\u00e0 che il sistema di<br \/>\nistruzione deve assicurare alle nuove generazioni.<\/p>\n<p>Decidere senza confrontarsi con il mondo della scuola \u00e8 un atto non solo<br \/>\nautoritario, ma miope e irresponsabile che contrasteremo con tutta la nostra<br \/>\ndeterminazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">16 maggio 2022 AIMC \u2013 CIDI \u2013 MCE \u2013 PROTEO FARE SAPERE<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inefficaci e autoritarie le scelte del decreto legge 36\/2022 Il decreto legge n. 36\/2022 al Capo VIII prevede, in particolare all\u2019art.44, alcuni interventi del PNRR per la Misura 4, che introducono rilevanti novit\u00e0 sulla questione formazione iniziale, reclutamento e formazione continua del personale della scuola. 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