{"id":93853,"date":"2021-10-08T19:00:36","date_gmt":"2021-10-08T17:00:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=93853"},"modified":"2021-10-08T13:47:22","modified_gmt":"2021-10-08T11:47:22","slug":"benvenuti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2021\/10\/08\/benvenuti\/","title":{"rendered":"Benvenuti al Sud: cresce il divario sull&#8217;istruzione"},"content":{"rendered":"<p>La popolazione residente nel <a href=\"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2021\/06\/22\/sud\/\">Mezzogiorno<\/a> \u00e8 meno istruita rispetto a quella nel Centro-nord. Il 38,5% degli adulti infatti, ha il diploma di scuola secondaria superiore e solo il 16,2% ha raggiunto un titolo terziario. Insomma, benvenuti al Sud. Lo storico dello Stivale divario non accenna a diminuire al momento. Nel 2020 le differenze territoriali nei livelli di istruzione sono del tutto simili a quelle dei due anni precedenti, sia per gli uomini che per le donne. Il divario territoriale resta dunque pressoch\u00e9 immutato per due anni consecutivi, mentre nel decennio 2008-2018 aveva registrato un aumento, in particolare tra la popolazione con titolo terziario<\/p>\n<h2>I dati<\/h2>\n<div id=\"gptneltesto-1633693175806\" class=\"gptslot\" data-adunitid=\"5\">\n<div id=\"gpt-slot-1\" class=\"optiload\" data-google-query-id=\"CJOh8KzduvMCFYKKdwod1_4LbQ\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/5966054\/OrizzonteScuola\/OrizzonteScuola_ATF_0__container__\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Nel Nord e nel Centro circa il 45% \u00e8 diplomato e pi\u00f9 di uno su cinque \u00e8 laureato (21,3% e 24,2% rispettivamente nel Nord e nel Centro). Il divario territoriale nei livelli di istruzione \u00e8 indipendente dal genere, sebbene pi\u00f9 marcato per la componente femminile.\u00a0Il report Istat sui livelli di istruzione evidenzia come resti alto il divario territoriale in questo campo. . I livelli di istruzione\u00a0crescono in misura piuttosto simile nelle ripartizioni geografiche: la popolazione con almeno il diploma aumenta di +0,8 punti nel Nord, di +0,4 nel Centro e di +0,7 punti nel Mezzogiorno; stessa dinamica per la popolazione laureata che cresce rispettivamente di +0,6, +0,5 e +0,4 punti.<\/p>\n<h2>La dispersione scolastica<\/h2>\n<div id=\"gptneltesto-1633693175807\" class=\"gptslot\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-4\" class=\"optiload\" data-google-query-id=\"CL2f4b7duvMCFUeFgwcdUYAPsg\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/5966054\/OrizzonteScuola\/OrizzonteScuola_intext_mobile_0__container__\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>L\u2019abbandono degli studi prima del diploma riguarda il 22,7% dei giovani i cui genitori hanno al massimo la licenza media, il 5,9% di quelli che hanno genitori con un titolo secondario superiore e il 2,3% dei giovani con genitori laureati. Similmente, se i genitori esercitano una professione non qualificata o non lavorano, gli abbandoni scolastici sono pi\u00f9 frequenti (intorno al 22%). E si riducono se la professione del padre o della madre \u00e8 altamente qualificata o impiegatizia (3% e 9%, rispettivamente). Lo svantaggio dell\u2019ambiente familiare sembra condizionare l\u2019abbandono scolastico precoce dei giovani residenti pi\u00f9 nelle regioni meridionali. Le quote di abbandoni tra i giovani con genitori di medio e alto livello di istruzione sono infatti piuttosto simili al Nord. E nel Mezzogiorno mentre si registrano ampie differenze nel caso di genitori con al massimo la licenza media (25,5% nel Mezzogiorno contro 18,9% nel Nord). Viceversa, il pi\u00f9 elevato contesto socio-economico familiare appare meno efficace nel proteggere i giovani stranieri dall\u2019abbandono degli studi.<\/p>\n<h2>Gap ampio tra Italia e resto d\u2019Europa<\/h2>\n<div id=\"gptneltesto-1633693175808\" class=\"gptslot\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-5\" class=\"optiload\" data-google-query-id=\"CN6KqL_duvMCFUaCdwodpAsDYA\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/5966054\/OrizzonteScuola\/OrizzonteScuola_intext_mobile_1__container__\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>La quota di popolazione di et\u00e0 compresa tra i 25 e i 64 anni in possesso di almeno un titolo di studio secondario superiore \u00e8 il principale indicatore del livello di istruzione di un Paese. Il diploma \u00e8 considerato, infatti, il livello di formazione indispensabile per una partecipazione al mercato del lavoro con potenziale di crescita individuale. In Italia, nel 2020, tale quota \u00e8 pari a 62,9% (+0,7 punti rispetto al 2019). Un valore decisamente inferiore a quello medio europeo (79,0% nell\u2019Ue27) e a quello di alcuni tra i pi\u00f9 grandi paesi dell\u2019Unione. Anche la quota dei 25-64enni con un titolo di studio terziario in Italia \u00e8 molto bassa, essendo pari al 20,1% contro il 32,8% nella media Ue27. Il dato 2020 conferma come la crescita della popolazione laureata in Italia sia pi\u00f9 lenta rispetto agli altri paesi dell\u2019Unione. L\u2019incremento \u00e8 di soli 0,5 punti nell\u2019ultimo anno, meno della met\u00e0 della media Ue27 (+1,2 punti) e decisamente pi\u00f9 basso rispetto a quanto registrato in Francia (+1,7 punti), Spagna (+1,1) e Germania (+1,4)<\/p>\n<p>Seguici anche su\u00a0<a href=\"http:\/\/www.scarpellino.com\/\">http:\/\/www.scarpellino.com<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"http:\/\/www.persemprenews.it\/\">http:\/\/www.persemprenews.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La popolazione residente nel Mezzogiorno \u00e8 meno istruita rispetto a quella nel Centro-nord. Il 38,5% degli adulti infatti, ha il diploma di scuola secondaria superiore e solo il 16,2% ha raggiunto un titolo terziario. Insomma, benvenuti al Sud. Lo storico dello Stivale divario non accenna a diminuire al momento. 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