{"id":90940,"date":"2021-06-21T06:30:41","date_gmt":"2021-06-21T04:30:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=90940"},"modified":"2021-06-20T23:54:09","modified_gmt":"2021-06-20T21:54:09","slug":"feltri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2021\/06\/21\/feltri\/","title":{"rendered":"Feltri: &#8220;Ai tempi nostri in aula un inferno, che ne sanno i ragazzi di oggi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Non le manda mai a dire Vittorio Feltri. Il noto giornalista e opinionista stavolta interviene in materia di scuola. &#8220;Tornano le bocciature nelle scuole anche elementari? Aspettiamo tale decisione che comunque, se fosse presa, non ci coglierebbe impreparati. Perch\u00e9 ai nostri tempi la vita in aula non era bella come pensano i ragazzi di oggi. In certi casi era un inferno. Per dirne una quasi divertente: maschi e femmine si incontravano solo all&#8217;ingresso, poi erano soggetti a una netta separazione, le fanciulle nelle loro aule riservate, i fanciulli segregati in altre classi. Nessuno si stupiva. D&#8217;altronde pure in chiesa succedeva la stessa cosa: le donne a sinistra nella navata, gli uomini a destra. Ci\u00f2 oggi fa ridere, allora, 50 anni orsono, era considerato pura normalit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<h2>La scuola di un tempo<\/h2>\n<p>&#8220;Ma torniamo alla scuola. I maestri e le maestre &#8211; spiega Feltri &#8211; erano autentiche autorit\u00e0 e non c&#8217;era chi osasse disobbedire ai loro ordini perentori. Chi sgarrava finiva dritto dietro la lavagna, praticamente esposto alla berlina come un malvivente. Un miracolo accadeva sempre: gli alunni erano costretti, volenti o nolenti, a imparare a leggere e a scrivere in un decente italiano, bench\u00e9 ai tempi, almeno in provincia, il linguaggio pi\u00f9 diffuso era il dialetto che nella testa dei bambini creava una confusione notevole. Gli insegnanti badavano molto all&#8217;igiene personale degli alunni. Coloro che si presentavano nei pressi della cattedra in disordine, spettinati e con le mani sporche, venivano redarguiti alla stregua di criminali. Volava anche qualche schiaffone incassato con rabbia repressa, direi con dignit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<h2>Episodi<\/h2>\n<p>&#8220;Nelle valli bergamasche &#8211; racconta Feltri &#8211; succedevano episodi incredibili. In un paesino, Bondo di Colzate, dove c&#8217;erano pi\u00f9 mucche che cristiani, si registr\u00f2 un fatto memorabile. Un bimbo, figlio di contadini che la mattina si alzavano presto per accudire al bestiame, soleva lavarsi poco o nulla giacch\u00e9 era solo in casa e si arrangiava da s\u00e9 per prepararsi alle lezioni. La docente, trovandosi sempre davanti a un bimbo sporco, si irritava e compilava quotidianamente delle note di rimprovero destinate alla famiglia. Dopo aver ricevuto una decina di lagnanze, la mamma del ragazzino prese carta e penna e rispose in questo modo alla docente: signora maestra, mi pare che lei cominci a rompermi un po&#8217; troppo i collioni (sic), sappia che qui siamo sui bricchi e non sui marciapiedi di Milano. Frase storica. In quel villaggio infatti esisteva soltanto una fontanella dove gli abitanti avevano facolt\u00e0 di lavarsi. La polemica si chiuse&#8221;.<\/p>\n<h2>I racconti di Feltri<\/h2>\n<p>&#8220;Nella stessa zona alpina &#8211; ricorda il giornalista &#8211; si verific\u00f2 un&#8217;altra vicenda da segnalare. Tema in classe: descrivi la tua insegnante. Un alunno, non certo rampollo della borghesia, poich\u00e9 la maestra era priva di un braccio, scrisse che questa era una povera disgraziata. Ovvio, dalle mie parti chiunque fosse zoppo o mancante di un arto veniva comunemente chiamato disgraziato in quanto vittima di una disgrazia. Ma la signora in questione, con l&#8217;unico braccio di cui disponeva, il sinistro, riemp\u00ec di sberle il discente, essendosi sentita offesa. Botte da orbi. Lo scolaro, rientrato a casa, raccont\u00f2 la sua disavventura al padre, il quale, imbarazzato, non sapendo che dire se ne usc\u00ec con questa battuta degna di Tot\u00f2: avresti fatto meglio a dire che la tua maestra era costretta a essere mancina. Geniale&#8221;.<\/p>\n<article class=\"read-also articolo\"><\/article>\n<h2>Vittorio Feltri e la scuola<\/h2>\n<p>&#8220;Ed ecco dimostrato che spesso i contadini hanno davvero il cervello fino, bench\u00e9 abbiano le scarpe grosse. Io alla scuola primaria non ero un fenomeno, me la cavavo vincendo la noia, facevo parte della nebulosa dei mediocri e non ho mai preso ceffoni perch\u00e9 ero abile a confondermi nella massa. La classe era composta da 32 alunni, tre o quattro dei quali venivano sistematicamente respinti in quanto poveri e privi di educazione famigliare. Ricordarli mi provoca ancora fitte di dolore al petto, non sapevano niente, erano smarriti, li avrei aiutati volentieri se non avessi avuto difficolt\u00e0 ad aiutare me stesso. Quando il mio maestro, Natale Dolci, ci lesse alcuni brani del libro Cuore, un mio compagno, che si chiamava Gamba e ora fa il notaio, osserv\u00f2: sarebbe meglio che certi racconti li ripassassero loro, quelli che insegnano a noi ragazzacci. In conclusione, bocciare gli asini pu\u00f2 essere giusto, ma prima di farlo sarebbe opportuno sapere in quale stalla sono nati e cresciuti&#8221;.<\/p>\n<p>Seguici anche su\u00a0<a href=\"http:\/\/www.scarpellino.com\">http:\/\/www.scarpellino.com<\/a> e\u00a0<a href=\"http:\/\/www.persemprenews.it\">http:\/\/www.persemprenews.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non le manda mai a dire Vittorio Feltri. Il noto giornalista e opinionista stavolta interviene in materia di scuola. &#8220;Tornano le bocciature nelle scuole anche elementari? Aspettiamo tale decisione che comunque, se fosse presa, non ci coglierebbe impreparati. 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