{"id":90782,"date":"2021-06-16T11:00:19","date_gmt":"2021-06-16T09:00:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=90782"},"modified":"2021-06-16T01:43:21","modified_gmt":"2021-06-15T23:43:21","slug":"nativi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2021\/06\/16\/nativi\/","title":{"rendered":"Ma quali &#8220;nativi digitali&#8221;: ecco le lacune degli studenti di oggi"},"content":{"rendered":"<p>Li chiamano \u201cnativi digitali\u201d. Ma siamo sicuri che i nostri studenti siano davvero cos\u00ec tecnologicamente informati? Pare di no. Secondo quanto emerge dal nuovo rapporto pubblicato da <a href=\"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2021\/04\/30\/scuola-ricerca-save-the-children-divario-tra-nord-e-sud-per-classi-in-presenza\/\">Save the Children<\/a> \u201cRiscriviamo il Futuro: una rilevazione sulla povert\u00e0 educativa digitale\u201d infatti, una percentuale significativa di studenti intervistati mostra evidenti lacune nella conoscenza e l\u2019utilizzo degli strumenti tecnologici. Ci\u00f2 &#8220;nonostante l&#8217;immersione nella dimensione digitale subita in quest&#8217;ultimo anno. Tanto che un quinto dei ragazzi che hanno partecipato a questa inedita rilevazione sulla povert\u00e0 educativa digitale non \u00e8 ancora in grado di eseguire semplici operazioni utilizzando gli strumenti informatici. Come condividere uno schermo durante una chiamata con Zoom, l&#8217;11%, o scaricare un documento condiviso da un insegnante sulla piattaforma della scuola, il 29,3%&#8221;.<\/p>\n<h2>La povert\u00e0 educativa digitale<\/h2>\n<p>Save the Children denuncia una dilagante &#8220;povert\u00e0 educativa digitale&#8221;. Cos\u00ec nel Rapporto: &#8220;Nell\u2019anno di pandemia la didattica a distanza ha caratterizzato le vite di milioni di studenti e studentesse in Italia. Ma nonostante il tanto tempo passato di fronte agli schermi di pc e tablet, molti di loro risultano impreparati. Si \u00e8 configurato in questo periodo una nuova dimensione della povert\u00e0 educativa, la povert\u00e0 educativa digitale. Dietro a quegli schermi di tablet e pc, gli studenti si sono sentiti spesso spaesati e invisibili al mondo degli adulti. Non ascoltati e presi in considerazione nelle loro difficolt\u00e0 e nella frustrazione di non saper immaginare un futuro&#8221;.<\/p>\n<h2>I dati sui &#8220;nativi digitali&#8221;<\/h2>\n<p>Dai risultati della ricerca, emerge infatti che &#8220;circa un quinto (20,1%) dei minori che hanno partecipato all\u2019indagine non \u00e8 in grado di rispondere correttamente a pi\u00f9 della met\u00e0 delle domande&#8221;. Si parla &#8220;dell&#8217;utilizzo degli strumenti digitali, come identificare una password sicura, condividere lo schermo durante una videochiamata. E inserire un link in un testo, scaricare un file da una piattaforma della scuola (29,3%), utilizzare un browser per l\u2019attivit\u00e0 didattica (32,8%). Un risultato che non dovrebbe stupire se consideriamo che l\u201982% dichiara di non aver mai utilizzato prima della pandemia il tablet a scuola. Percentuale che si assesta al 32.5% per la lavagna interattiva multimediale. Coloro che dichiarano di non avere a disposizione nessun tablet a casa sono il 30.4%. Mentre il 14.2% afferma di non avere un personal computer. Pi\u00f9 della met\u00e0 (54%) vive in abitazioni dove ciascun membro della famiglia ha a disposizione meno di un dispositivo&#8221;.<\/p>\n<h2>La condizione socio-economica delle famiglie<\/h2>\n<p>&#8220;Come accade anche per le altre dimensioni della povert\u00e0 educativa, dall\u2019analisi svolta sul campione emerge che la condizione socioeconomica delle famiglie influisce sul livello di competenze alfabetiche digitali. Maggiore il titolo di studio della madre o del padre, minore l\u2019incidenza della povert\u00e0 educativa legata alle competenze digitali necessarie per effettuare operazioni di base con gli strumenti tecnologici. Un dato che si spiega anche pensando che le famiglie pi\u00f9 svantaggiate dal punto di vista socioeconomico sono anche quelle dove minore \u00e8 la presenza di strumenti quali tablet e personal computer. Tuttavia la povert\u00e0 educativa digitale colpisce pi\u00f9 in generale tutti i bambini e ragazzi e non ci sono differenze socio-economiche che tengano riguardo la loro capacit\u00e0 di conoscere e applicare le regole del mondo virtuale&#8221;.<br \/>\nSeguici anche su\u00a0<a href=\"http:\/\/www.scarpellino.com\">http:\/\/www.scarpellino.com<\/a> e\u00a0<a href=\"http:\/\/www.persemprenews.it\">http:\/\/www.persemprenews.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Li chiamano \u201cnativi digitali\u201d. Ma siamo sicuri che i nostri studenti siano davvero cos\u00ec tecnologicamente informati? Pare di no. 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