{"id":9013,"date":"2020-09-19T14:40:22","date_gmt":"2020-09-19T12:40:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=9013"},"modified":"2020-09-19T15:39:24","modified_gmt":"2020-09-19T13:39:24","slug":"tecniche-educative-per-il-disturbo-oppositivo-provocatorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2020\/09\/19\/tecniche-educative-per-il-disturbo-oppositivo-provocatorio\/","title":{"rendered":"Didattica, tecniche educative per il disturbo oppositivo provocatorio"},"content":{"rendered":"<p>Tecniche educative per il disturbo oppositivo provocatorio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di Dott.ssa <strong>Anna La Guzza<\/strong>, psicologa clinico-dinamica, esperta in prevenzione, diagnosi e trattamento dei disturbi dell&#8217;apprendimento e del comportamento infantile.<br \/>\nPer www.professionemamma.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP) \u00e8 una patologia neuropsichiatrica dell\u2019et\u00e0 evolutiva, caratterizzata da una modalit\u00e0 ricorrente di <a href=\"http:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2017\/01\/11\/susanna-tamaro-istruire-non-basta-bisogna-tornare-pretendere-bisogna-tornare-educare\/\">comportamento\u00a0 <\/a>negativistico, ostile e di sfida, che per\u00f2 non arriva a violare le norme sociali n\u00e9 diritti altrui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 inserita nella categoria dei Disturbi da Comportamento Dirompente, e viene distinta dal Disturbo della Condotta (DC) e dal Disturbo d\u2019Attenzione Iperattivit\u00e0 (DDAI), per i quali bisogna eseguire una diagnosi differenziale. Spesso tra normalit\u00e0 e patologia c\u2019\u00e8 un confine molto sottile, che diventa quasi invisibile quando si analizzano dei bambini. La psicopatologia pu\u00f2 essere definita come una perdita, o un mancato sviluppo, di quelle competenze e abilit\u00e0 che normalmente sono presenti in una certa fase dello sviluppo. E&#8217; proprio prima dell\u2019ingresso a scuola che cominciano a comparire i sintomi del disturbo ed \u00e8 per questo che, in genere, risulta molto difficile identificarli, tanto che possono anche trascorrere degli anni prima che il problema venga identificato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti i bambini possono essere scontrosi e capricciosi, per\u00f2 nei soggetti con il DOP queste caratteristiche si presentano amplificate tanto da arrivare a compromettere, in maniera significativa, il loro inserimento sociale. La loro \u00e8 un\u2019ostilit\u00e0 continua e persistente, non rispettano le regole, hanno eccessi d\u2019ira di fronte ad obblighi e divieti, ed appaiono infastiditi da chi li circonda. Prendersene cura \u00e8 molto difficile, sono causa di stanchezza, di scoraggiamento e di frustrazione per chiunque cerchi di instaurare con loro un rapporto.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Come aiutarli ad uscire da questo stato di disagio?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La parola d\u2019ordine, di un buon intervento educativo e psicologico, dovr\u00e0 essere \u201ccomprensione\u201d. Sono bambini che non vanno curati, n\u00e9 cambiati, ma prima di tutto capiti. Con i loro comportamenti sembrano volerci allontanare, ma se ce ne andiamo soffrono di solitudine. Bisogna cercare, allora, di superare le barriere che ci separano dal loro mondo, capire la causa del loro male interiore. Forse sono ostili perch\u00e9 cercano di difendersi, a causa di traumi che li hanno portati a diffidare degli altri, oppure vogliono attirare l\u2019attenzione, perch\u00e9 hanno bisogno di comunicare i loro problemi e non conoscono altro canale che l\u2019aggressivit\u00e0.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa pensano i bambini DOP? Come valutano se stessi e le loro azioni?\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi \u00e8 estraneo al mondo della neuropsichiatria infantile, di fronte alle condotte prepotenti e aggressive dei soggetti oppositivi e provocatori, \u00e8 portato a dare giudizi che per\u00f2 spesso sono lontani dalla verit\u00e0. Certo non \u00e8 difficile cadere in errore perch\u00e9, osservando il modo in cui questi ragazzini si relazionano con gli altri, si pu\u00f2 facilmente credere che essi provino piacere nel suscitare il pianto dei compagni, nel portare gli insegnanti all\u2019orlo della disperazione, nel creare scompiglio e nel rompere tutto ci\u00f2 che capita loro a tiro. Si pensa che essi siano fieri di se stessi, che godano nell\u2019essere temuti dagli altri, ma sta proprio qui la nostra cecit\u00e0, nell\u2019essere incapaci di andare con lo sguardo oltre le immagini apparenti, per cogliere il nocciolo della loro sofferenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il soggetto affetto dal DOP non vive una vita felice e serena, non \u00e8 contento del suo modo di essere e si duole per le opinioni che le altre persone hanno di lui. L\u2019immagine che ha di s\u00e9 \u00e8 molto svalutante, si considera un incapace, indegno dell\u2019amore altrui e crede che nessuno mai gli potr\u00e0 essere amico. Si sente rifiutato, ma sa di essere lui stesso la causa del suo isolamento e cos\u00ec sviluppa livelli molto bassi d\u2019autostima e spesso anche dei Disturbi dell\u2019Umore. Come sostiene Patterson, spesso, questa bassa considerazione che il bambino oppositivo provocatorio ha di se stesso, nasce proprio nell\u2019ambiente domestico. Il rapporto che questi soggetti hanno con i loro parenti \u00e8 molto complesso, si tratta di una sorta di coercizione reciproca che, alla lunga, tende a sgretolare l\u2019unit\u00e0 familiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono gli stessi genitori ad attribuire ai loro figli delle etichette, a definirli \u201cinsopportabili\u201d, \u201caggressivi\u201d, \u201cterribili\u201d. Queste espressioni che possono essere dettate da un momento di collera, se ripetute pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, vengono interiorizzate dal bambino, diventando delle auto-asserzioni negative che egli ripeter\u00e0 a s\u00e9 stesso ogni qual volta si sentir\u00e0 abbandonato da qualcuno.<br \/>\nSe qualcuno gli si avvicina per instaurare un rapporto, anzich\u00e9 esserne felice, si mostra diffidente e reagisce con il suo repertorio di comportamenti ostili, come a voler mettere alla prova le intenzioni del suo interlocutore. \u00c8 come se gli chiedesse \u201cMi vuoi bene anche se ti dimostro che non valgo niente, anche se ti faccio vedere che mi sono preso gioco di te? Mi vuoi bene anche se io stesso sono sicuro di essere un buono a nulla, e sono certo che nessuno mi potr\u00e0 mai amare?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il soggetto DOP, quindi, \u00e8 convinto che anche chi cerca di avvicinarsi a lui in veste d\u2019amico, chi dice di volergli bene e di volerlo aiutare, alla fine, imparando a conoscerlo cambier\u00e0 idea e lo lascer\u00e0 nuovamente solo, quindi \u00e8 bene mettere subito alla prova queste persone, verificare il loro grado di sopportabilit\u00e0, perch\u00e9 tanto anche loro impareranno ad odiarlo ed \u00e8 meglio che questo accada prima che egli si illuda di poter ancora ricevere affetto. Modificare il comportamento intervenendo sulle conseguenze: punizioni e rinforzi. Per far s\u00ec che le provocazioni, l\u2019ostilit\u00e0 e gli atteggiamenti aggressivi del DOP vadano estinguendosi, \u00e8 necessario fare in modo che il bambino incomba in delle conseguenze negative ogni qual volta faccia ricorso a tali comportamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esistono dei metodi, utilizzabili sia in un contesto scolastico che familiare, che permettono di \u201cpunire\u201d il bambino in maniera intelligente, evitando cio\u00e8 di fare ricorso a castighi rigidi e rimproveri umilianti, che potrebbero produrre effetti indesiderati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alcune di queste strategie consistono nel:<\/strong><br \/>\n&#8211; Premiare i comportamenti positivi, anche piccoli ma che conducono alla condotta desiderata e allontanano da quella indesiderata<br \/>\n&#8211; Preferire i premi per i comportamenti positivi (anche piccoli) alle punizioni<br \/>\n&#8211; Evitare le prediche<br \/>\n&#8211; Preferire sempre la perdita di un privilegio (es. uscire o guardare la tv) alla punizione (es. fare qualcosa di spiacevole)<br \/>\n&#8211; Scegliere le punizioni solo per comportamenti molto gravi (esplicito danno verbale o fisico agli altri) e solo se si \u00e8 provato tutto il resto.<br \/>\n&#8211; Decidere tre regole che tutti dovranno tenere in casa o a scuola (scegliere: \u201cparlare a voce bassa\u201d piuttosto che \u201cnon si grida\u201d)<br \/>\n&#8211; Se si decide di rimproverare farlo con poche e specifiche parole es. \u201cavevamo stabilito questa regola, tu l\u2019hai infranta, quindi, come avevamo stabilito ti tocca rinunciare a questo\u201d.<br \/>\n&#8211; Se si decide di punire NON usare mai la violenza fisica (sempre bene ribadirlo) perch\u00e9 non facciamo che peggiorare la situazione oltre che fare un grave danno al bambino.<br \/>\n&#8211; Se si sceglie di premiare o in alternativa, togliere un privilegio, questo deve essere fatto subito.<br \/>\nSe si lascia passare troppo tempo l\u2019effetto sul comportamento svanisce.<br \/>\n&#8211; Essere sempre chiari e leali.<br \/>\n&#8211; Ricordarsi di dare il \u201cbuon esempio\u201d. Siamo il suo principale modello. Una risposta stizzita o aggressiva non fa che rinforzare il comportamento oppositivo del bambino.<br \/>\n&#8211; Attenuare l\u2019esposizione agli antecedenti che normalmente conducono a comportamenti oppositivi.<br \/>\nRicercare le condizioni che attenuano i comportamenti indesiderati.<br \/>\n&#8211; Rimproverare in privato o comunque in modo tale che non possano udire terze persone. La punizione non dovr\u00e0 servire a formulare giudizi, ma dovr\u00e0 limitarsi a descrivere il comportamento indesiderato in maniera obiettiva. Al bambino verranno spiegate le motivazioni che rendono sbagliata tale condotta, verranno suggerite modalit\u00e0 comportamentali alternative e verranno indicati i vantaggi derivanti dalla loro messa in atto.<br \/>\n&#8211; Ignorare le \u201cesibizioni\u201d del bambino, ossia rimuovere il rinforzo derivante dall\u2019attenzione degli \u201cspettatori\u201d.<br \/>\n&#8211; Punire attraverso il Timeout ossia attraverso il trasferimento del bambino in un luogo in cui siano inaccessibili i rinforzamenti positivi, come l\u2019attenzione, l\u2019approvazione dei pari, i giocattoli ed altri oggetti interessanti. Questo luogo potr\u00e0 essere il corridoio di casa, un angolo della stanza, o semplicemente una sedia, l\u2019importante \u00e8 non scegliere mai spazi che potrebbero infastidire il bimbo pi\u00f9 del dovuto, come zone buie o confinate. \u00c8 bene ricordare, inoltre, che \u00e8 sufficiente un tempo di appena tre, quattro minuti, e che aumentare tale periodo con lo scopo di rafforzare il valore della punizione \u00e8 solo controproducente.<br \/>\n&#8211; Sorprendere il bambino con reazioni impreviste. Questa strategia, proposta da Fiorenza e Nardone serve, in particolare, per fronteggiare gli atteggiamenti provocatori attraverso comportamenti stravaganti, che disorientano il soggetto e lo inducono a riflettere sulle proprie condotte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tecnica consiste nel rispondere alle provocazioni, non con rimproveri o punizioni, ma con azioni che possono apparire incomprensibili, come accostarsi al soggetto e dargli un bacio sul naso, senza dare alcuna spiegazione e limitandosi ad asserire che si aveva voglia di farlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa risposta originale vuole di fatto comunicare al bambino due messaggi:<br \/>\n1) non casco nelle tue provocazioni;<br \/>\n2) sono capace anch\u2019io di provocarti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Premiare e Punire attraverso gradagno o perdita di punti<br \/>\n&#8211; Piuttosto di dare indicazioni vaghe es. \u201cComportati bene\u201d o \u201cbravo, oggi ti sei comportanto bene\u201d preferire espressioni come ad esempio \u201cBravo. Hai apparecchiato la tavola senza fartelo ripetere due volte, ti meriti un premio\u201d .<\/p>\n<p><strong><u>ANCHE QUESTE NOTIZIE SU OGGISCUOLA<\/u><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/09\/16\/bassano-sei-tu-a-salerno-il-video-di-una-prof-diventa-virale-il-web-insorge-intervenga-il-miur\/\">\u201cBassano sei tu?\u201d. A Salerno il video di una prof diventa virale. Il web insorge: \u201cIntervenga il Miur\u201d<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2019\/09\/13\/carta-del-docente-disponibile-il-nuovo-bonus-indicazioni-tecniche-per-le-iscrizioni-2019-2020\/\">Carta del Docente: disponibile il nuovo bonus. 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