{"id":88141,"date":"2021-04-13T09:30:42","date_gmt":"2021-04-13T07:30:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=88141"},"modified":"2021-04-13T01:36:27","modified_gmt":"2021-04-12T23:36:27","slug":"scuola-studenti-italiani-ultimi-in-europa-per-competenze-di-base","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2021\/04\/13\/scuola-studenti-italiani-ultimi-in-europa-per-competenze-di-base\/","title":{"rendered":"Scuola, studenti italiani ultimi in Europa per competenze di base"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ultima indagine Ocse-Pisa del 2018 (si effettua ogni tre anni) assegna ai 15enni italiani 476 punti in Lettura (11 in meno rispetto alla media Ocse), 487 in Matematica (meno 2) e 468 in Scienze (21 sotto la media).<\/p>\n<p>Eppure &#8211; scrive Enzo Riboni su <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/buone-notizie\/21_aprile_11\/studenti-italiani-ultimi-europa-competenze-scolastiche-base-83a65cf6-9ac3-11eb-8a47-2df09471dee5.shtml?fbclid=IwAR0ggjc1xHJGpdh4iJEuGXfFWGkcUUoHZcUa5sUVkFOU2s-RldDc29KJd4g\">Corriere.it<\/a> &#8211; la vera emergenza nazionale sulla preparazione dei cittadini non riguarda i giovanissimi: ci\u00f2 che ci fa precipitare nelle ultimissime posizioni europee \u00e8 il livello di istruzione delle persone pi\u00f9 adulte. Sono infatti quasi 13 milioni i 25-64enni che possiedono al massimo la licenza di terza media.<\/p>\n<p>Una schiera sterminata di italiani che, secondo il Regional Yearbook 2020 di Eurostat (dati 2019), rappresenta il 37,8 per cento della totalit\u00e0 degli adulti di quella fascia d\u2019et\u00e0. Una media percentuale, calcolata su tutto il territorio nazionale, che balza a un tasso prossimo all\u2019uno su due in alcune regioni: 48,7 per cento in Puglia, 48,2 in Sicilia, 47,1 in Campania, 45,8 in Sardegna e 45,3 in Calabria.<\/p>\n<h2>L\u2019allarme degli enti europei<\/h2>\n<p>Se si confrontano questi dati con quelli dei maggiori Paesi europei l\u2019esito \u00e8 sconfortante. I pi\u00f9 \u00abdotti\u00bb risultano essere i tedeschi, con poco meno di uno su otto 25-64enni (13,4 per cento) con un titolo di studio che non supera la licenza media. Seguono i britannici con il 18,9 e i francesi con il 19,6 per cento. Persino il piccolo Belgio ci surclassa con il 21,3 per cento, mentre stanno peggio di noi gli spagnoli, al top della scarsa istruzione con il 38,7 per cento. La situazione \u00e8 considerata cos\u00ec grave da spingere alcuni enti italiani ed europei a lanciare un pressante appello sotto forma di lettera aperta al Governo: \u00abInvestite parte delle risorse del Recovery Plan sulla formazione continua degli adulti!\u00bb.<\/p>\n<h2>Formare gli adulti senza istruzione<\/h2>\n<p>L\u2019istanza, firmata tra i primi dall\u2019Istituto nazionale per l\u2019analisi delle politiche pubbliche (Inapp), dall\u2019Istituto nazionale di documentazione innovazione e ricerca educativa (Indire) e dal Centro europeo per la formazione professionale (Cedefop), sollecita a muoversi rapidamente per centrare \u00abentro il 2025 l\u2019obiettivo europeo del 50 per cento di adulti che partecipino ad attivit\u00e0 formative almeno una volta ogni dodici mesi\u00bb. \u00abUn livello cos\u00ec basso di istruzione di troppi italiani &#8211; commenta il presidente Inapp Sebastiano Fadda &#8211; produce gravi conseguenze per il Paese. Abbatte la produttivit\u00e0 a causa delle insufficienti capacit\u00e0 innovative, della scarsa attitudine a inquadrare correttamente i problemi e quindi a risolverli, della difficolt\u00e0 a lavorare in team e in smart working. Ma non sono solo gli aspetti economici ad essere penalizzati. Le ridotte competenze degli adulti impattano anche sulle capacit\u00e0 critiche e di analisi dei fenomeni, compresi quelli politici, producendo cittadini meno consapevoli e abbassando la partecipazione democratica\u00bb.<\/p>\n<h2>PI\u00f9 difficolt\u00e0 per i figli di adulti non istruiti<\/h2>\n<p>Il problema si aggrava ulteriormente perch\u00e9 le scarse competenze di molti adulti creano un\u2019ipoteca penalizzante anche sui loro discendenti, impedendo loro di salire sul cosiddetto ascensore sociale. \u00c8 la stessa Inapp ad appurarlo nel suo studio \u00abIstruzione e mobilit\u00e0 intergenerazionale\u00bb,<\/p>\n<p>che ha preso in considerazione padri e madri nati tra il 1977 e il 1986. Un figlio di questi genitori che abbiano la sola licenza media, infatti, riesce ad arrivare alla laurea appena nel 12 per cento dei casi, una percentuale che crolla ancora pi\u00f9 drasticamente (6 per cento) se il ragazzo ha padre e madre senza alcun titolo di studio. Il distacco dai figli provenienti da famiglie con formazione pi\u00f9 completa \u00e8 rilevante: arriva alla laurea il 48 per cento dei giovani con genitori in possesso del diploma di scuola media superiore e il 75 per cento di chi discende da laureati. E l\u2019istruzione superiore non significa solo una laurea da incorniciare, ma, ricorda Inapp, \u00abincide significativamente sulla futura posizione lavorativa, sulle opportunit\u00e0 di carriera, sul reddito, sul benessere e sul prestigio sociale\u00bb.<\/p>\n<h2>Le proposte per la formazione continua<\/h2>\n<p>\u00abNon possiamo pi\u00f9 permetterci &#8211; avverte il presidente di Indire Giovanni Biondi &#8211; una situazione in cui la conclusione del percorso scolastico significhi fine della formazione. Abbiamo bisogno di una formazione continua che sappia tenere al passo le competenze degli adulti. Esistono esperienze come quelle dei Cpia, i Centri provinciali per l\u2019istruzione degli adulti, a cui \u00e8 per\u00f2 iscritta una minoranza: non pi\u00f9 di 163 mila persone. \u00c8 viceversa necessario un sistema di formazione integrato con scuole e universit\u00e0, che accompagni la popolazione in tutto l\u2019arco della vita\u00bb. Obiettivo ancora lontanissimo visto che, secondo Eurostat, nel 2019 la percentuale di 25-64enni italiani che ha partecipato ad attivit\u00e0 di istruzione e formazione \u00e8 stata del 7,7 per cento contro l\u20198,2 dei tedeschi, il 10,6 degli spagnoli, il 14,8 dei britannici e il 19,5 dei francesi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ultima indagine Ocse-Pisa del 2018 (si effettua ogni tre anni) assegna ai 15enni italiani 476 punti in Lettura (11 in meno rispetto alla media Ocse), 487 in Matematica (meno 2) e 468 in Scienze (21 sotto la media). 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