{"id":87572,"date":"2021-04-01T19:17:45","date_gmt":"2021-04-01T17:17:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=87572"},"modified":"2021-04-01T19:20:16","modified_gmt":"2021-04-01T17:20:16","slug":"concorso-per-presidi-lira-dei-bocciati-il-ministero-ci-nega-laccesso-agli-atti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2021\/04\/01\/concorso-per-presidi-lira-dei-bocciati-il-ministero-ci-nega-laccesso-agli-atti\/","title":{"rendered":"Concorso per presidi, l\u2019ira dei bocciati: il ministero ci nega l\u2019accesso agli atti"},"content":{"rendered":"<p>Una battaglia ancora lunga. A gennaio scorso il Consiglio di Stato ha stabilito che i candidati che furono bocciati agli scritti del concorso a preside del 2017 e che ne hanno fatto richiesta hanno diritto di prendere visione degli elaborati degli ammessi alla prova orale.<\/p>\n<p>Tre mesi dopo quella sentenza \u2013 come evidenzia il Corriere del Mezzogiorno &#8211; \u00a0per\u00f2, il ministero dell\u2019Istruzione non ha ancora dato seguito al pronunciamento dei giudici. I dirigenti scolastici mancati si preparano, perci\u00f2, a tornare davanti ai magistrati amministrativi per chiedere un giudizio di ottemperanza, una sentenza che obblighi lo Stato ad adeguarsi a quella gi\u00e0 emessa alcuni mesi fa.<\/p>\n<h2><strong>I 400 INSEGNANTI CAMPANI<\/strong><\/h2>\n<p>Tra essi circa 400 professori campani, parte consistente di una pattuglia pi\u00f9 ampia, che \u00e8 formata in Italia da 2.000 docenti. Sono difesi dall\u2019avvocato <strong>Guido Marone<\/strong>. \u00abI miei assistiti \u2014 ricostruisce il legale \u2014 esclusi a seguito della valutazione dei compiti scritti da parte dei commissari, hanno chiesto al ministero dell\u2019Istruzione di prendere visione degli elaborati degli altri candidati promossi\u00bb.<\/p>\n<h2><strong>ISTANZA CADUTA NEL VUOTO<\/strong><\/h2>\n<p>L\u2019istanza \u00e8 caduta nel vuoto e si sono rivolti ai giudici amministrativi. Il 15 maggio 2020 il Tar Lazio ha accolto il ricorso. Facendo riferimento, tra l\u2019altro, ad una norma del 2013 che definisce la trasparenza dell\u2019attivit\u00e0 amministrativa come \u00abun livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti sociali e civili\u00bb. Il ministero dell\u2019Istruzione ha presentato appello. Ma a gennaio di quest\u2019anno il Consiglio di Stato ha ribadito che l\u2019obbligo c\u2019\u00e8. \u00abUn accesso parziale agli atti \u2014 rilevano le toghe \u2014 ed avente ad oggetto solo alcuni elaborati scelti dall\u2019amministrazione limiterebbe la tutela giuridica di chi ha presentato istanza\u00bb.<\/p>\n<p>Neppure, argomentano i giudici, il ministero pu\u00f2 trincerarsi dietro ragioni di riservatezza. Perch\u00e9 \u00abi concorrenti, prendendo parte alla selezione, hanno acconsentito a misurarsi in una competizione nell\u2019ambito della quale la comparazione dei valori di ciascuno costituisce l\u2019essenza\u00bb.<\/p>\n<p>Quanto alle difficolt\u00e0 organizzative, il Consiglio di Stato sottolinea tra l\u2019altro: \u00abI documenti per i quali \u00e8 controversia presentano un formato digitale. E risultano accessibili attraverso una piattaforma informatica. E l\u2019utilizzo delle tecnologie informatiche rende sostenibile per l\u2019apparato amministrativo anche l\u2019evasione di un ingente numero di istanze di accesso\u00bb.<\/p>\n<h2><strong>TERMINI AMPIAMENTE SCADUTI<\/strong><\/h2>\n<p>Non \u00e8 bastato a convincere i burocrati ministeriali a consentire ai mancati presidi di prendere visione delle prove degli altri candidati. \u00abI termini sono ampiamente scaduti \u2014 sottolinea l\u2019avvocato Marone \u2014 ed il ministero insiste a fare resistenza ed ostruzione. Continua a non mostrare i compiti. La sua posizione, dal punto di vista giuridico ed alla luce dei due pronunciamenti dei giudici amministrativi, \u00e8 totalmente immotivata. A questo punto siamo costretti a chiedere il giudizio di ottemperanza\u00bb.<\/p>\n<p>Commenta <strong>Michele Zannini<\/strong>, il presidente del comitato Trasparenza e partecipazione, che raggruppa una parte dei docenti i quali non superarono nel 2017 la selezione per dirigenti scolastici: \u00abE\u2019 palese la difficolt\u00e0 del ministero a fronte della nostra battaglia di civilt\u00e0 e legalit\u00e0 per la trasparenza amministrativa, che \u00e8 sancita in maniera granitica nella Costituzione\u00bb.<\/p>\n<h2><strong>LE ALTRE VERTENZE<\/strong><\/h2>\n<p>Quella relativa al diritto di accesso agli atti, peraltro, non \u00e8 l\u2019unica vertenza giudiziaria che impegna i docenti bocciati quattro anni fa al concorso. Alcuni di essi hanno anche impugnato in sede di giustizia amministrativa le graduatorie di merito elaborate dai commissari. Paventando in particolare situazioni di conflitto di interesse da parte di alcuni dei loro valutatori.<\/p>\n<p>Due ricorsi individuali,\u00a0 favorevolmente valutati dal Tar Lazio, sono stati per\u00f2 definitivamente respinti dal Consiglio di Stato. Pendono alcuni ricorsi collettivi. Come spesso accade in Italia, dunque, anche il concorso a dirigente scolastico del 2017.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una battaglia ancora lunga. A gennaio scorso il Consiglio di Stato ha stabilito che i candidati che furono bocciati agli scritti del concorso a preside del 2017 e che ne hanno fatto richiesta hanno diritto di prendere visione degli elaborati degli ammessi alla prova orale. 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