{"id":86855,"date":"2021-03-22T12:00:41","date_gmt":"2021-03-22T11:00:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=86855"},"modified":"2021-03-22T09:53:52","modified_gmt":"2021-03-22T08:53:52","slug":"bambini-e-adolescenti-quale-impatto-emotivo-della-pandemia-e-della-chiusura-delle-scuole-parola-alle-neuroscienze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2021\/03\/22\/bambini-e-adolescenti-quale-impatto-emotivo-della-pandemia-e-della-chiusura-delle-scuole-parola-alle-neuroscienze\/","title":{"rendered":"Bambini e adolescenti: quale impatto emotivo della pandemia e della chiusura delle scuole? Parola alle neuroscienze"},"content":{"rendered":"<p><strong>Bambini e adolescenti<\/strong>: quale impatto emotivo della pandemia e della chiusura delle scuole? Parola alle neuroscienze. La sveglia suona, ma non c\u2019\u00e8 fretta: basta accendere il computer, fare un check a microfono e videocamera, uno al look, e la scuola con la DaD arriva a casa. Pi\u00f9 o meno puntuale a seconda della connessione internet. A casa, per\u00f2, non ci sono i compagni, manca la complicit\u00e0 tra i banchi di scuola, stare attenti alle lezioni \u00e8 pi\u00f9 difficile, distrarsi invece \u00e8 facilissimo. Il passaggio dalle lezioni in presenza ha sconvolto in modo significativo la vita degli studenti e delle loro famiglie, creando un rischio potenziale per il benessere mentale di bambini e adolescenti.<\/p>\n<p>Un brusco cambiamento nell\u2019ambiente di apprendimento e le limitate interazioni e attivit\u00e0 sociali hanno generato una situazione insolita per lo sviluppo cognitivo dei giovani studenti. Forse per\u00f2, non si tratta solo di una sensazione: gli studi hanno dimostrato che eccessivo attaccamento, disattenzione e irritabilit\u00e0 sono le condizioni psicologiche pi\u00f9 gravi in bambini ed adolescenti.<\/p>\n<p>Gli esperti di neuroscienze suggeriscono come sia essenziale per la comunit\u00e0 scientifica e gli operatori sanitari, ma anche per chi lavora nelle scuole e per le famiglie, valutare e analizzare l\u2019impatto psicologico causato dalla pandemia di coronavirus sui bambini e sugli adolescenti. Infatti, svariati disturbi mentali possono iniziare a manifestarsi in queste fasi della crescita.<\/p>\n<p>Le scuole, i genitori e le istituzioni sanitarie dovrebbero implementare linee guida di primo soccorso per assistere i bambini nelle loro difficolt\u00e0 emotive e psicologiche.<\/p>\n<p>Convivere forzatamente in spazi che diventano angusti a causa del vincolo assoluto ed imposto anche dall\u2019organizzazione della \u201cnuova scuola\u201d, crea disagio per tutti. In pi\u00f9, andare a scuola senza prepararsi per uscire di casa, senza lo zaino e gli amici da incontrare, senza l\u2019ansia di arrivare in ritardo o senza scuse per non andarci, priva i bambini di un\u2019esperienza fondamentale, ovvero l\u2019informazione sensoriale ed emotiva che deriva dalla routine delle lezioni, delle difficolt\u00e0 e delle gioie della scuola, e che favorisce lo sviluppo sociale ed emotivo del bambino.<\/p>\n<p>Si tratta di una situazione che, solo in Italia, tocca un bacino di 8 milioni di studenti. Su scala globale, una mappatura realizzata dall\u2019Unesco ha fatto emergere che sono oltre 580 milioni gli allievi colpiti in prima persona dalla chiusura delle scuole, dopo i picchi di quasi 1 miliardo raggiunti nella prima ondata della pandemia.<\/p>\n<p>Impatto emotivo del Covid, dei lockdown e della didattica a distanza: cosa dicono le neuroscienze?<br \/>\nLa pandemia impatta sulla salute dei bambini attraverso differenti fattori:<\/p>\n<h4>Il distanziamento sociale<\/h4>\n<p>Non avere contatti fisici, reali, con i propri pari impoverisce la \u201cdieta\u201d del nostro cervello emotivo. Nei pi\u00f9 piccoli, soprattutto di sesso maschile, l\u2019impossibilit\u00e0 di giochi fisici, resi possibili dagli spazi e dall\u2019appartenenza ad un gruppo, generano irrequietezza e sintomi psicosomatici. Negli adolescenti e preadolescenti, che vivono un\u2019et\u00e0 in cui l\u2019inclusione e l\u2019accettazione nel gruppo di pari \u00e8 meta essenziale da raggiungere, la chiusura forzata pu\u00f2 aggravare quel senso di solitudine piuttosto frequente in fase dello sviluppo. Di conseguenza, aumenta la propensione all\u2019isolamento con il rinchiudersi in camera e passare ore su internet, e la mancanza di contatti fisici con i pari finisce per trasformarsi in un fattore di rischio per conflitti in famiglia.<\/p>\n<p>Questa situazione sta impedendo l\u2019interazione e la comunicazione degli studenti con i compagni di scuola, il gioco, gli esercizi e le attivit\u00e0 tra pari, che sono vitali per la crescita, l\u2019apprendimento e lo sviluppo delle giovani menti. La compagnia \u00e8 essenziale per il normale sviluppo psicologico e il benessere dei bambini. La separazione da chi si prende cura di loro li spinge verso uno stato di crisi che potrebbe aumentare il rischio di disturbi psichiatrici. I bambini che sono stati isolati o messi in quarantena durante altre pandemie hanno avuto pi\u00f9 probabilit\u00e0 di sviluppare disturbi acuti da stress, disturbi di adattamento e sofferenza.<\/p>\n<p>Alcuni dati indicherebbero che il 30% di loro soddisfi i criteri clinici per il disturbo da stress post-traumatico; anche se \u00e8 presto per ricavare pareri definitivi. Vedere o essere consapevoli di componenti della famiglia gravemente malati e affetti da coronavirus, assistere alla morte di persone care o anche pensare alla propria morte per il virus pu\u00f2 causare in bambini e adolescenti ansia, attacchi di panico, depressione e altre malattie mentali. A tutto questo va aggiunto che molti di loro stanno anche vivendo separazioni dei genitori o situazioni familiari difficili.<\/p>\n<h4>La mancanza di routine<\/h4>\n<p>La routine scolastica \u00e8 un meccanismo importante che permette ai giovani di organizzarsi. Anche i bambini di et\u00e0 inferiore ai 2 anni notano l\u2019assenza di assistenti regolari (ad esempio, i nonni) e possono diventare irrequieti e destabilizzarsi, nell\u2019attesa che il loro \u201cordine\u201d venga ripristinato. Con le scuole chiuse, i giovani perdono un punto di riferimento e il loro senso di identit\u00e0 potrebbe vacillare. Andare a scuola poteva essere una sofferenza prima della pandemia, ma almeno rappresentava una routine da rispettare. Inoltre, la precariet\u00e0 e l\u2019incertezza dei provvedimenti presi richiede grandi capacit\u00e0 di adattamento.<\/p>\n<h4>L\u2019ansia e l\u2019incertezza legata alla malattia e la paura dei genitori<\/h4>\n<p>Anche se gli adulti non si rivolgono quasi mai direttamente ai bambini quando parlano del virus e della pandemia in corso, nella convinzione di proteggerli tenendoli lontani da questi discorsi, i pi\u00f9 piccoli sentono lo stesso ci\u00f2 che si cerca di nascondere. Questo comportamento da parte degli adulti finisce per essere nocivo per i bambini, basti pensare che i giovani con informazioni inadeguate sul motivo per cui sono state adottate misure di quarantena sono risultati pi\u00f9 ansiosi.<\/p>\n<p>La preoccupazione degli adulti per le implicazioni di COVID-19 potrebbe compromettere la loro capacit\u00e0 di riconoscere e rispondere in modo delicato agli stimoli o al disagio dei pi\u00f9 piccoli. I bambini sono ben sintonizzati con gli stati emotivi degli adulti, e l\u2019esposizione a comportamenti inspiegabili e imprevedibili \u00e8 percepita come una minaccia, con conseguente stato d\u2019ansia. I bambini pi\u00f9 piccoli, tra i 3 e i 6 anni, esposti a livelli elevati di stress e isolamento sono pi\u00f9 a rischio di uno sviluppo atipico permanente, poich\u00e9 il loro cervello \u00e8 ancora in fase di sviluppo. I sintomi manifestati:<\/p>\n<p>\u2013 eccessivo attaccamento<\/p>\n<p>\u2013 paura che i membri della famiglia possano contrarre l\u2019infezione<\/p>\n<p>\u2013 disattenzione<\/p>\n<p>\u2013 continue domande<\/p>\n<p>\u2013 irritabilit\u00e0.<\/p>\n<p>In generale, eccessivo attaccamento, disattenzione e irritabilit\u00e0 sono sempre state considerate condizioni psicologiche degne di attenzione, in tutte le fasce d\u2019et\u00e0. Il disagio dei bambini e degli adolescenti pu\u00f2 anche concretizzarsi in comportamenti esternalizzanti, come aggressivit\u00e0 e litigiosit\u00e0, che vanno a sostituire reazioni pi\u00f9 comuni e prevedibili come pianto, tristezza o preoccupazione.<\/p>\n<h5>L\u2019(in)efficacia della didattica<\/h5>\n<p>La fisicit\u00e0 della scuola genera un contenitore che aiuta a mantenere la \u201cbarra a dritta\u201d. Orari, verifiche puntuali, una routine di regole. Stare a casa determina anarchia. Questa situazione amplifica una delle sfide pi\u00f9 difficili ma anche pi\u00f9 importanti che la scuola ha: rendere autonomi, consapevoli e protagonisti assoluti della propria maturazione di conoscenze i ragazzi. Purtroppo, ancora oggi, il sistema scolastico rimane ancorato al senso del dovere, dell\u2019obbligo, del voto come obiettivo; spesso i ragazzi non si sentono protagonisti del loro processo di apprendimento ma comparse, o meglio, contenitori di informazioni.<\/p>\n<p>Il ruolo dell\u2019insegnante direttivo che dalla cattedra detta la conoscenza, oltre ad essere criticato da tutte le moderne nozioni psicopedagogiche, non funziona per nulla bene a distanza. \u00c8 necessario, soprattutto in questo momento, motivarli e coinvolgerli maggiormente durante le lezioni altrimenti li continueremo a trovare barricati dietro lo schermo di un PC, magari intenti a chattare con il cellulare mentre l\u2019insegnante spiega.<\/p>\n<h4>Consigli<\/h4>\n<p>Una sinergia vincente per formare alla resilienza: la scuola non \u00e8 solo insegnare, cos\u00ec come la sanit\u00e0 non \u00e8 solo curare. Entrambe devono promuovere la salute con azioni di supporto allo sviluppo del sistema emotivo: come a scuola si fa ginnastica per potenziare la psicomotricit\u00e0 e la capacit\u00e0 aerobica, cos\u00ec si potrebbe anche insegnare a potenziare la capacit\u00e0 di gestione dello stress e la normalizzazione delle emozioni negative, grazie all\u2019aiuto di esperti a supporto di piani educativi innovativi.<\/p>\n<p>La conoscenza riduce l\u2019ansia e aumenta la resilienza: i bambini hanno bisogno di informazioni oneste sui cambiamenti all\u2019interno della loro famiglia. Quando queste informazioni sono assenti, i bambini cercano di dare un senso alla situazione da soli. \u00c8 essenziale esporre i bambini a poche ma corrette informazioni su COVID-19 attraverso diverse fonti, come il telegiornale della sera, parlando con loro delle notizie ed eventualmente facendo da filtro. Gli adulti sono i primi a preoccuparsi di come si sentono i bambini, ma a volte sono i primi a non dare l\u2019esempio condividendo alcuni dei loro sentimenti e parlando di emozioni. Per questo, le conversazioni potrebbero finire per essere dominate solo dagli aspetti pratici della malattia.<\/p>\n<p>La comunicazione con i bambini pi\u00f9 piccoli non deve basarsi esclusivamente sulla semplificazione del linguaggio o dei concetti utilizzati, ma deve anche tener conto della comprensione della malattia. Tra i 4 e i 7 anni circa, la comprensione \u00e8 sostanzialmente influenzata dal \u201cpensiero magico\u201d, un concetto che descrive la convinzione del bambino che pensieri, desideri o azioni non correlate possano causare eventi esterni \u2013 e che una malattia possa essere provocata da un particolare pensiero o comportamento.<\/p>\n<p>L\u2019emergere del pensiero magico avviene pi\u00f9 o meno nello stesso periodo in cui i bambini sviluppano un senso di coscienza, pur avendo una scarsa comprensione di come si diffonde la malattia. Gli adulti devono stare attenti che i bambini non si rimproverino in modo inappropriato o non avvertano la malattia come una punizione per un cattivo comportamento da parte loro.<\/p>\n<p>Ascoltare i bambini e favorire la meta-comunicazione emozionale: parliamo di come ci sentiamo! La ricerca ha evidenziato che i genitori a volte usano un linguaggio tecnico o fattuale per cercare di ridurre al minimo il disagio dei loro figli. L\u2019assenza di conversazioni incentrate sulle emozioni pu\u00f2 lasciare i bambini in ansia per lo stato emotivo degli adulti che li circondano. Questa ansia pu\u00f2 inavvertitamente far s\u00ec che i bambini evitino di condividere le proprie preoccupazioni nel tentativo di proteggere gli altri, lasciandoli soli ad affrontare questi sentimenti difficili. Comunicare con i bambini su come si sentono e come stanno elaborando le informazioni che ricevono (metacomunicazione) fornir\u00e0 loro gli strumenti emotivi necessari per affrontare al meglio questo periodo.<\/p>\n<p>Ascoltare ci\u00f2 che i bambini credono rispetto della trasmissione COVID-19 \u00e8 essenziale, e fornire loro una spiegazione accurata e significativa far\u00e0 s\u00ec che non si sentano inutilmente spaventati o colpevoli. Questo pu\u00f2 essere importante anche per sostenere i giovani che affrontano un lutto, questioni legate ai problemi lavorativi dei genitori o a problemi economici familiari.<\/p>\n<p>Genitori come capsula di protezione: attraverso una genitorialit\u00e0 positiva, i genitori, i tutori e i membri della famiglia possono creare routine quotidiane coerenti per evitare l\u2019angoscia (per la mancanza delle precedenti routine quotidiane). Qual \u00e8 l\u2019atteggiamento positivo che funziona? Non pretendere di avere tutto sotto controllo, ma essere disponibili a parlare delle proprie emozioni \u2013 positive o negative che siano \u2013 per \u201cnormalizzare\u201d anche le emozioni difficili da vivere.<\/p>\n<p>Gli adulti devono essere autentici su alcune delle incertezze e delle sfide psicologiche della pandemia, senza travolgere i bambini con le loro paure. Questa onest\u00e0 non solo offre una spiegazione coerente di ci\u00f2 che i bambini osservano, ma permette loro anche di parlare delle proprie emozioni e difficolt\u00e0 in modo sicuro. Normalizzare le loro reazioni emotive e rassicurare i bambini su come la famiglia si prender\u00e0 cura l\u2019uno dell\u2019altro aiuta a contenere l\u2019ansia e fornisce un\u2019attenzione condivisa.<\/p>\n<p>Protezione ma anche autoregolazione con l\u2019esercizio fisico: di fronte a situazioni difficili le emozioni possono perdere il controllo e portare a reazioni esagerate, con scoppi d\u2019ira o tracolli. Questo \u00e8 estremamente comune nei momenti dei compiti e in generale in questo momento difficile che stiamo vivendo. L\u2019attivit\u00e0 fisica, anche solo per pochi minuti, modifica i neurotrasmettitori nel cervello e pu\u00f2 avere un enorme impatto sulla capacit\u00e0 di regolazione dell\u2019emotivit\u00e0. La nostra mente, il nostro cervello e il nostro corpo sono tutti interconnessi.<\/p>\n<p>Quando il vostro bambino \u00e8 sotto pressione, il suo cervello produce alti livelli dell\u2019ormone dello stress, il cortisolo. Produce anche adrenalina. Un aumento del cortisone pu\u00f2 aumentare l\u2019ansia e la disregolazione. Quando questo accade, le abilit\u00e0 funzionali e di comunicazione sociale diminuiscono \u2013 perch\u00e9 il cervello non pu\u00f2 accedere alla corteccia prefrontale, che controlla il funzionamento esecutivo. Questo innesca una risposta di lotta o di fuga portando cos\u00ec un enorme picco di adrenalina.<\/p>\n<p>Numerosi studi hanno dimostrato che l\u2019esercizio fisico riduce i livelli di cortisolo e di adrenalina, aumentando la dopamina e altre endorfine; in altre parole, aiuta a migliorare la regolazione emotiva. Inoltre gli esercizi preparano il cervello a concentrarsi maggiormente e ad imparare. Possono essere fatti al mattino, prima delle lezioni, oppure al pomeriggio prima dei compiti a casa. O nei momenti in cui il bambino ha bisogno di decomprimersi. Nonostante quanto detto finora, bisogna ricordare che non si conosce ancora molto sugli effetti a lungo termine delle pandemie sulla salute mentale di bambini e adolescenti.<\/p>\n<p>Dott.ssa <strong>Marcella Mauro<\/strong>, psicologa del Centro di Neuropsicologia dell\u2019Apprendimento di Humanitas Medical Care. Fonte: <em>humanitas-care.it<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bambini e adolescenti: quale impatto emotivo della pandemia e della chiusura delle scuole? Parola alle neuroscienze. La sveglia suona, ma non c\u2019\u00e8 fretta: basta accendere il computer, fare un check a microfono e videocamera, uno al look, e la scuola con la DaD arriva a casa. 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