{"id":85332,"date":"2021-03-02T06:30:16","date_gmt":"2021-03-02T05:30:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/?p=85332"},"modified":"2021-03-02T01:24:33","modified_gmt":"2021-03-02T00:24:33","slug":"mattiello-verifiche-e-interrogazioni-programmate-la-morte-della-didattica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggiscuola.com\/web\/2021\/03\/02\/mattiello-verifiche-e-interrogazioni-programmate-la-morte-della-didattica\/","title":{"rendered":"&#8220;Verifiche e interrogazioni programmate, la morte della didattica&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Simone Mattiello<\/strong>, Docente di Economia Aziendale presso IISS \u201cM. Fanno\u201d di Conegliano (Tv), sulle pagine di &#8220;<strong><em><a href=\"https:\/\/www.mentedidattica.it\/verifiche-e-interrogazioni-programmate-la-morte-della-didattica\/\">Mentedidattica<\/a><\/em><\/strong>&#8221; ha fatto una analisi condivisibile sulla involuzione della didattica a causa delle verifiche e delle interrogazioni programmate.<\/p>\n<p>Ecco quanto si legge: <em>&#8220;Da quando i docenti hanno programmato verifiche e interrogazioni con i propri allievi lo studio \u00e8 diventato per molti di loro selettivo e sporadico: per ogni materia si studia \u201cseriamente\u201d un paio di volte a quadrimestre.<\/em><\/p>\n<p><em>Siamo noi docenti ad aver dato vita a cattive abitudini o prassi contrarie alla didattica stessa e al concetto di studiare.<\/em><\/p>\n<p><em>Si parla spesso di metodo di studio, del fatto che gli studenti non abbiano costanza e continuit\u00e0 quindi, cosa possiamo fare per stimolare e motivare i nostri studenti?<\/em><\/p>\n<h2><em>DIVIDERE LA LEZIONE IN 3 FASI<\/em><\/h2>\n<p><em>Credo che il primo passo sia quello legato alla gestione del tempo di una singola lezione. Suddividere la lezione in 3 fasi: ripasso iniziale, lezione e conclusioni e domande, potrebbe essere una corretta organizzazione e gestione del tempo.<\/em><\/p>\n<p><em>Dare spazio ad un ripasso iniziale, nel quale ogni studente diventi lui stesso docente dei propri compagni, permette al docente di tenere alta la tensione della classe, magari con una valutazione leggera (un + o un \u2013 sul registro) oppure, in caso di pi\u00f9 domande, un voto orale vero e proprio.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa buona prassi porterebbe di conseguenza ogni studente a dover ripassare quanto fatto in precedenza, aiutare l\u2019intera classe nel mettere in luce i principali argomenti svolti, stimolare il colloquio orale ed infine dare valore ad ogni lezione svolta.<\/em><\/p>\n<p><em>La programmazione concordata degli impegni porta lo studente ad essere \u201cesentato\u201d dallo studio per tutta la durata delle spiegazioni (a volte questo periodo dura anche un mese). Rendendo quasi impossibile l\u2019applicazione della metodologia legata alla lezione partecipata. Un docente non potrebbe colloquiare con uno studente se questo non ha ripassato gli argomenti svolti, <\/em><\/p>\n<p><em>portando il prof a solitari monologhi e costanti rimproveri verso chi non si \u00e8 impegnato a partecipare in modo attivo al dialogo.<\/em><\/p>\n<p><em>Spesso la strategia degli studenti \u00e8 la classica \u201cfull immersion\u201d. Riposo assoluto per tutto il periodo delle spiegazioni e poi, ad una manciata di giorni dalla verifica, ore ed ore su libri, appunti e creazione dei famosi bigliettini.<\/em><\/p>\n<h2><em>LA METAFORA DELLA MARATONA SUI LIBRI<\/em><\/h2>\n<p><em>Una bella metafora che uso in classe \u00e8 quella della maratona. Molti studenti sono quegli atleti amatoriali che, dopo aver mangiato cibo spazzatura e coca cola sul divano, si alzano appesantiti dal divano un paio di settimane prima della gara e iniziano a correre 42 km tutti d\u2019un fiato.<\/em><\/p>\n<p><em>Qual \u00e8 la probabilit\u00e0 di finire la gara? Quella di arrivare con un buon tempo? Quella di vincere? Direi vicino allo zero, con la seria probabilit\u00e0 di fare una brutta figura, infortunarsi oppure non partecipare alla gara o ritirarsi durante la stessa.<\/em><\/p>\n<p><em>Se ci pensate molti studenti saltano le verifiche, consegnano in bianco oppure completano parzialmente la verifica buttando le risposte in modo meramente casuale.<\/em><\/p>\n<p><em>Dobbiamo aiutare lo studente ad allenarsi, a sviluppare le proprie abilit\u00e0 in modo graduale attraverso un percorso chiaro e onesto con lui. Un patto didattico nel quale ad ogni lezione le due parti devono collaborare per raggiungere un obiettivo comune. <\/em><\/p>\n<p><em>Quale? Arrivare alla verifica preparati con pi\u00f9 valutazioni che non siano sempre e solo quella conclusiva. Valutare diversi step che insieme a quella finale possano esprimere un giudizio globale e realistico del percorso svolto.<\/em><\/p>\n<p><em>Spesso il giudizio su quel studente si racchiude nel voto della verifica mentre nulla si esprime sul percorso fatto. A volte accade che uno studente, bravo a copiare, ottenga un voto positivo pur non facendo nulla in tutto il periodo pre compito, portando l\u2019ira e perplessit\u00e0 da parte del docente.<\/em><\/p>\n<p><em>Dare valore e risultati al lavoro quotidiano svolto in aula stimola la necessit\u00e0 da parte degli studenti di trovare il loro metodo di studio, sperimentare strategie diverse e aumentare la probabilit\u00e0 di successo scolastico&#8221;.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Simone Mattiello, Docente di Economia Aziendale presso IISS \u201cM. Fanno\u201d di Conegliano (Tv), sulle pagine di &#8220;Mentedidattica&#8221; ha fatto una analisi condivisibile sulla involuzione della didattica a causa delle verifiche e delle interrogazioni programmate. 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